A cinquant’anni dalla conquista della Luna, il ricordo della Comerio Ercole Spa
La genialità imprenditoriale bustocca sul suolo lunare

Cinquant’anni fa, l’astronauta Neil Armstrong posava il piede sul suolo lunare. Un’impresa alla quale, sia pure indirettamente, ha contribuito la Comerio Ercole Spa, storica impresa metalmeccanica di Busto

Luciano Landoni

BUSTO ARSIZIO

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Cinquant’anni fa, il 20 luglio 1969, l’astronauta americano Neil Armstrong, comandante della missione spaziale Apollo 11, posava il suo piede sul suolo lunare e coronava così quella che è stata giustamente definita la più straordinaria impresa del genere umano: la conquista della Luna.

Un’impresa alla quale, sia pure indirettamente, ha contribuito la Comerio Ercole Spa, storica impresa metalmeccanica di Busto Arsizio.

Come?
Giriamo la domanda all’amministratore delegato dell’azienda Riccardo Comerio, classe 1963, past president dell’UNIVA e attuale presidente della LIUC-Università Cattaneo.

“In quegli anni la Comerio Ercole Spa era leader mondiale nella costruzione di macchine da ricamo su tessuti a navetta: un settore molto importante e tuttora attivo nella nostra provincia”.

Quindi?
“All’epoca l’azienda ebbe l’opportunità di vendere e installare nello stabilimento produttivo della Bernhard Conrad AB Emblem, a Weaverville nel Nord Carolina, due macchine automatiche da ricamo (matricola n.470 e n.472) in quanto la stessa Bernhard Conrad era da poco diventata esclusivista mondiale della NASA per la produzione degli stemmi delle missioni spaziali. Tenga conto – sottolinea Riccardo Comerio – che la Comerio Ercole venne fondata nel 1885 a Busto Arsizio e la Bernhard Conrad nel 1892 negli Stati Uniti: divenne quindi naturale il rapporto di lunga collaborazione che si avviò fra le due aziende storiche, favorito anche dalla stima reciproca che si instaurò tra i due fratelli Rinaldo ed Emilio Comerio con i due omologhi americani Kurt ed Enry Conrad”.

Lo stemma ricamato e realizzato con le macchine automatiche costruite dalla Comerio Ercole di Busto Arsizio è finito sulla Luna…
“Esatto. Tenga presente che gli stemmi ricamati sono vere e proprie opere d’arte per la ricchezza dei disegni e dei differenti filati utilizzati e sono poi diventati la caratterizzazione più visibile sulle tute degli astronauti. La macchina da ricamo è una sorta di telaio a navetta, molto complesso per la sua costruzione meccanica, lungo circa 15 metri e con oltre 1.000 aghi che lavorano contemporaneamente con differenti filati di diverse colorazioni. Nell’archivio museale della sede di Busto della Comerio Ercole Spa è presente una targa ricordo con la firma autografa degli astronauti”.

Un piccolo passo per l’uomo, un gigantesco balzo in avanti per l’umanità: disse così Neil Armstrong quando posò il suo piede sulla Luna. L’importante è continuare a guardare avanti.
“Assolutamente sì! E’ significativo oggi, dopo 50 anni, ricordare quell’evento così importante per l’umanità. Così come è importante sottolineare come la Comerio Ercole Spa non abbia mai smesso di innovare, sperimentare e progettare. Siamo orgogliosi della nostra italianità produttiva al 100% che ci permette di tenere alta la bandiera del made in Italy nel mondo intero, con un team di 250 collaboratori impegnato quotidianamente nella progettazione e fabbricazione di macchine e impianti per la lavorazione delle materie plastiche, della gomma e dei tessuti non tessuti”.

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