Convegno UNIVA sui problemi del commercio internazionale
La “guerra dei dazi” e il rischio di un caos globalizzato

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L’economia mondiale rischia di andare in tilt a causa della sciagurata e sconsiderata guerra dei  dazi, da cui derivano conseguenze nefaste: tariffe e barriere che ostacolano il  commercio internazione, rappresaglie economiche che minano alla base la fiducia degli operatori economici, deprimono i consumi e fanno piangere i bilanci.

Insomma, un vero e proprio disastro.

In tutto questo caos organizzato, le imprese industriali devono continuare a investire e innovare se vogliono essere competitive.

Come fanno?

Una domanda di rilevanza strategica alla quale ha cercato di rispondere, nel corso del convegno UNIVA sul commercio internazionale, l’amministratore delegato di ZPC Srl, Zeno Poggi.

L’ha fatto partendo dalle conseguenze della guerra commerciale in atto dal 2018 tra Stati Uniti e Cina, dopo l’approvazione di nuovi dazi imposti sia dagli Usa, sia dal governo cinese.

A complicare ulteriormente lo scenario, anche la guerra commerciale: quella tra Stati Uniti e Unione Europea, iniziata nel 2003/04 e che pochi giorni fa si è purtroppo inasprita, con l’entrata in vigore di nuovi dazi da 7,5 miliardi di dollari applicati su una vasta gamma di prodotti provenienti dagli Stati membri, Italia compresa.

Per non parlare delle barriere tecniche, vale a dire le norme da rispettare a livello doganale: a partire dalla conformità del prodotto, dalle etichettature e dai marchi.

Un’altra criticità evidenziata sono le sanzioni, come quelle in vigore contro l’Iran o contro la Russia, con tutte le restrizioni previste a livello finanziario e di intrattenimento di rapporti commerciali.

Zeno Poggi ha inquadrato una situazione internazionale critica e incredibilmente complessa, che rischia di complicarsi ulteriormente a causa soprattutto delle incognite legate alla Brexit e alla situazione della Turchia.

Ad uno scenario così negativo, fanno però da contraltare l’attivazione o la negoziazione di accordi di libero scambio che l’Unione Europea sta portando avanti, in grado di rafforzare il commercio bilaterale o multilaterale e che rappresentano un’ottima opportunità per quelle imprese in grado di sfruttarne le potenzialità.

Un esempio virtuoso è rappresentato dagli accordi che la Ue ha stipulato con Giappone, Vietnam e Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay).

Quello con il Mercosur, non ancora entrato in vigore, eliminerà dazi doganali sul 91% dei prodotti UE esportati in quei Paesi, quello con il Giappone, in vigore dal 1° febbraio 2019, ne eliminerà subito il 90% per arrivare al 97% a pieno regime e infine quello con il Vietnam, non ancora in vigore, eliminerà il 99% dei dazi doganali.

Davanti a uno scenario così caotico, quale deve essere l’atteggiamento delle imprese?

Per aumentare la competitività delle aziende sui mercati internazionali, occorre una migliore gestione del rischio e l’adozione di procedure di rispetto della compliance, ovvero delle procedure, con le restrizioni commerciali e l’export control.

Il rischio geopolitico e la proliferazione di norme di diversa provenienza, che restringono e controllano le transazioni internazionali, ha prodotto instabilità nei processi idi internazionalizzazione delle imprese, rendendo la compliance aziendale sempre più complessa.

La gestione del rischio deve essere parte integrante della strategia e della gestione d’impresa, generando vantaggio competitivo.

Aggiornarsi costantemente sulle normative in vigore è un aspetto fondamentale.

“Dazi, tariffe, sanzioni, rappresentano una realtà con cui le nostre imprese sono costrette a confrontarsi tutti i giorni. Le guerre commerciali penalizzano l’economia mondiale e le aziende; l’auspicio non può essere quello di tornare ad un commercio più aperto, che favorisce la crescita economica. Gli accordi di libero scambio firmati dall’Unione Europea vanno in questa direzione”, ha detto Pietro Limido, responsabile dell’area Internazionalizzazione e Rapporti con l’Estero dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese.

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