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La “locomotiva Lombardia” rischia di fermarsi

Sarebbe esagerato parlare di “allarme rosso”, però quello “arancione” è appropriato. L’analisi congiunturale di Confindustria Lombardia (3° trimestre 2018) è molto chiara.

“Il motore manifatturiero d’Italia, dopo una serie di trimestri di crescita sostenuta e costante, rallenta e rischia di fermarsi – specifica una nota diffusa dalla stessa Confindustria Lombardia –  se non si creeranno quelle condizioni favorevoli allo sviluppo e alla crescita delle imprese che da tempo Confindustria sollecita. Preoccupa l’occupazione con un mercato del lavoro piatto, nonostante il positivo riassorbimento quasi del 100% della Cassa integrazione”.

Il monito, nemmeno troppo velato, rivolto al governo gialloverde in carica è evidente.

Quello che dice Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia, lascia adito a pochi dubbi in proposito.

Dobbiamo recuperare la fiducia che gli imprenditori sembrano avere smarrito in questi mesi, a causa dei tanti nodi di incertezza sia interni che esterni: a livello nazionale assistiamo ad alcune scelte politiche che vanno in controtendenza rispetto a quel forte stimolo di cui la nostra economia avrebbe bisogno e, parallelamente, al rallentamento del commercio mondiale e alle incertezze a livello europeo con all’orizzonte uno stravolgimento degli assetti politici comunitari. Per reagire e superare questo stallo – afferma Bonometti –  bisogna passare dalle chiacchiere ai fatti concreti, rafforzando il mercato interno, investendo in formazione, in particolare su Industria 4.0, e facendo ripartire gli investimenti, sia pubblici che privati, in infrastrutture e grandi opere”.

Presidente, come la mettiamo in merito all’occupazione?

“Siamo in una fase in cui le imprese fanno fatica a reperire profili tecnici sul mercato a causa del disallineamento cronico tra domanda e offerta di lavoro, scompaiono una serie di figure professionali e ne stanno nascendo di nuove, e ad oggi è difficile prevedere i profili che saranno richiesti dalle aziende tra 10 anni, e il governo cosa fa?”

Ce lo dica lei.

“Decide di tagliare il credito d’imposta previsto per la formazione dei lavoratori impiegati in imprese 4.0 e, cosa ancora più grave, riduce i percorsi di alternanza scuola-lavoro tagliando ore e fondi già previsti. Va rivalutata la formazione professionale con risorse adeguate. Gli investimenti sul capitale umano sono strategici e lungimiranti per un paese che stenta a crescere”.

Un altro tema che vi preoccupa particolarmente è quello infrastrutturale.

Sono decenni che sosteniamo la necessità di realizzare le opere strategiche per favorire lo sviluppo del nostro tessuto economico e avvicinare le nostre imprese ai mercati mondiali. Bisogna portare avanti la realizzazione di opere strategiche come la TAV Torino-Lione, ma anche il Terzo Valico e la Pedemontana, per connettere meglio i nostri territori con l’Europa e consentire a chi produce di innalzare i livelli di competitività. Non devono essere bloccati i progetti già definiti. E’ invece necessario trovare modalità diverse per assegnare le nuove opere, garantendo la loro utilità e la corretta realizzazione in tempi certi e veloci. Per Confindustria Lombardia bisogna poi contribuire alla risoluzione dei problemi della circolazione delle merci causati dai provvedimenti restrittivi per l’attraversamento di ponti, viadotti e cavalcavia e velocizzare le procedure per il rilascio delle autorizzazioni per i trasporti eccezionali’.