DOMENICA 3 GIUGNO ALLE 16
“La mala… eredità” in scena al Teatro Sant’Anna

Obiettivo del film della regista Amalia Ignazi è quello di sottolineare il comportamento scorretto dei genitori che assistono alle partite di calcio dei proprio figli. ASD Busto 81 ha prestato le proprie strutture sportive per girare alcune scene

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Domenica 3 giugno presso il teatro S.Anna di Busto andrà in scena, a partire dalle ore 16, il nuovo progetto dell’associazione A&G Production “Ciak si Gira”, “La mala… eredità” che ha l’intento di sottolineare come famiglia e società possano essere modelli diseducativi proprio per i più giovani.

L’obiettivo del film che ha visto alla regia Amalia Ignazi è proprio quello di sottolineare il comportamento scorretto dei genitori che assistono alle partite di calcio dei proprio figli, ASD Busto 81, si è offerta prestando le proprie strutture sportive per girare alcune scene del film.

Tra gli attori due veri agenti di polizia locale, inoltre hanno preso parte ben 60 attori tra i 6 ed i 101 anni, tutti volontari che si sono messi a disposizione per contribuire fortemente alla causa.

“Attraverso questo evento, come altri proposti dall’assessorato, si vuole veicolare un messaggio di alto profilo etico e pedagogico, con l’intento di originare riflessioni ed “educare” contro ogni forma discriminazione ed ingiustizia – sottolinea l’assessore all’Inclusione sociale, Miriam Arabini – un particolare ringraziamento alla dottoressa Amalia Ignazi con la quale si reitera anche quest’anno una collaborazione ad alto profilo sociale”.

“Mala… Eredità”, è una fiction nuova, ricca di entusiasmo e sacrificio ma ampiamente ripagato. “Se la società non si preoccupa di formare i giovani dal punto di vista psicologico, etico e morale, che eredità riceveranno le prossime generazioni?” si domanda la regista Amalia Ignazi, che non risparmia di ringraziare coloro che hanno contribuito alla buona riuscita dell’evento – la fiction ha preso vita andando ad implementare un progetto che continua a fare piccoli passi ma che non avrà mai fine, perché i giovani sono il futuro e prendersi cura di loro significa spalancare le porte su ciò che avverrà”.

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