OMAGGIO AI DEPORTATI
“La memoria è il motore della coscienza”

Celebrazioni al Tempio Civico per la Giornata della Memoria. L'amministrazione comunale ha reso onore a due soldati internati nei campi di concentramento. Medaglia assegnata a Guglielmo Biase

GIOGARA

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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In occasione della Giornata della Memoria, l’amministrazione comunale di Busto ha reso omaggio alle personalità di due soldati deportati nei campi di concentramento nazisti.

Il primo è Vincenzo Aquilina, la cui storia è stata ricordata dal sindaco Emanuele Antonelli, lo scorso sabato mattina, durante la celebrazione al Tempio Civico: “Cerchiamo di non cancellare la memoria che è il motore della nostra coscienza – ha detto il primo cittadino – pochi giorni fa è venuto da me il signor Aquilina e mi ha portato il suo diario,  è tornato dai campi di sterminio e ha trovato la forza di raccontare.

Grazie a tutti di essere qui oggi per partecipare a questo momento che ho confermato senza esitazione – ha aggiunto il sindaco – Grazie alle scuole che hanno organizzato eventi sulla Shoà per coinvolgere i giovani”.

Antonelli ha letto alcuni stralci del diario che Aquilina ha scritto recentemente, per non dimenticare. Porta ancora impresso sul braccio il suo numero di matricola, 121894, che tante volte ha sentito gridare durante il suo periodo di prigionia nel campo. Durante la celebrazione è stato reso onore  con una medaglia, anche alla memoria di Guglielmo Biasi.

Alla celebrazione hanno partecipato autorità civili e militari e associazioni, il presidente del consiglio comunale Valerio Mariani, il prefetto Giorgio Zanzi e la senatrice Erica D’Adda che ha ricordato la figura di Elie Wiesel e di tutti gli ebrei italiani. Erano presenti anche gli alunni dei licei Candiani e Crespi.

Monsignor Severino Pagani ha sottolineato che questa giornata invita a tenere viva la memoria “per fare verità , non dimenticare il dolore della storia” e la coscienza “per esprimere amore appassionato nei compiti educativi”. Il prevosto ha esortato la politica ad anteporre agli interessi di parte “una fraterna convivenza che rispetti innanzitutto i valori umani e la preghiera, per favorire una giusta lettura delle cose”.

All’interno del  Tempio Civico è stato allestito anche un angolo dedicato alla memoria della battaglia di Nikolaevka del 26 gennaio 1943, uno degli scontri più duri della seconda guerra mondiale in cui le perdite italiane furono altissime.

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