POLEMICHE PER IL GIORNALINO
Con la nuova Coop torna la “Vedetta”

A oltre quarant’anni dall’ultimo numero, il privato ha rieditato il periodico per presentare il supermercato. Critiche di sindaco e Fratelli d’Italia

BUSTO ARSIZIO

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A oltre quarant’anni dall’ultimo numero, in questi giorni è tornata in distribuzione la Vedetta Cooperativa, periodico stampato a Busto Arsizio tra il 1954 e il 1974 dalla Cooperativa edificatrice di produzione e consumo.
La Coop ha deciso di rieditare il giornalino per presentare ai cittadini il progetto del nuovo supermercato che sorgerà sul viale della Gloria. Progetto al centro di polemiche tra il privato e l’amministrazione comunale legate al recupero dell’ex calzaturificio Borri e soprattutto alla rotonda che spunterà all’incrocio con via Mameli.

Sulla “Vedetta”, che contiene anche un’intervista con il presidente di Coop Lombardia, il bustocco Daniele Ferrè, la nascente struttura viene presentata come un “supermercato in classe A”, tecnologicamente il più avanzato dell’intera rete, destinato a fare scuola.
Ma il foglio spedito ai bustocchi nei giorni scorsi non è piaciuto al sindaco Emanuele Antonelli, peraltro da sempre contrario alla realizzazione della rotonda sul viale. Il primo cittadino ha contestato i disegni e i progetti pubblicati, oltre alle informazioni fornite sulla destinazione dell’ex Borri, ancora da stabilire.

Alle critiche di Antonelli si aggiungono quelle di Fratelli D’Italia, che guarda con divertimento all’ultima “trovata della nouvelle gauche”.
“La Vedetta (sarà anche piccola e lombarda?) è un giornaletto che si fa apprezzare, indubbiamente – osservano dalla sezione cittadina –. ‘Il Fischietto’ bustocco del terzo millennio, così si può definire siffatta imaginifica opera.  D’altronde, quelle poche pagine non possono che essere la mirabile opera di qualche oscuro e mistico scrivano, che nell’oscurità del proprio antro si diletta a dileggiar la nostra comunità cittadina.

E allora ecco che dalla polvere del fu calzaturificio si ergono statue monumentali e giardini pensili, i tacchi delle vecchie scarpe divengono fioriere per spazi pubblici da usare, e anche di cui abusare, ed infine, per magia, anni di incuria ed abbandono, senza necessità alcuna di un progetto o del minimo rispetto delle leggi urbanistiche, proiettano Busto nell’Olimpo delle Eccellenze!”.

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