In attesa delle premiazioni di MILLE E… UNA STORIA, 9^ edizione
“La passione è la chiave per coltivare i propri sogni”

Cominciamo a conoscere uno dei principali protagonisti della serata del 23 novembre, allorché si svolgerà la cerimonia delle premiazioni della 9° edizione di Mille e… UNA STORIA. Andrea Ravo Mattoni, alias l’urban artist che è stato invitato al Louvre di Parigi

Luciano Landoni

BUSTO ARSIZIO

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Cominciamo a conoscere uno dei principali protagonisti della serata del 23 novembre, allorché si svolgerà la cerimonia delle premiazioni della 9° edizione di Mille e… UNA STORIA.

Andrea Ravo Mattoni, alias l’urban artist che è stato invitato al Louvre di Parigi.

Giovane artista urbano che ha fatto della propria “chiave” pittorica una ragione di vita: affrescare con l’utilizzo di una bomboletta spray le mura dei caseggiati riproducendo i soggetti del Caravaggio e di altri pittori nell’ambito di un progetto denominato “Recupero del Classicismo nel contemporaneo”.

La sua abilità artistica è tale che è stato invitato (unico italiano!) dal museo parigino del Louvre per studiare alcune fra le più importanti opere d’arte custodite nel museo stesso per poi riprodurle nei contesti urbani francesi.

La tua esperienza personale denota una particolare “chiave” di lettura-scrittura della tua vita: come la spieghi?
“La mia esperienza personale e la chiave del mio percorso derivano soprattutto dalla mia famiglia: mio nonno Giovanni Italo Mattoni era un pittore ed illustratore noto soprattutto per la creazione di diverse serie di illustrazioni delle figurine Liebig e Lavazza negli anni ‘50 e ’60; mio padre Carlo Mattoni era un artista di arte concettuale e comportamentale attivo negli anni ‘60, ‘70 e ‘80. Io negli anni ‘90 ho intrapreso una strada differente che mi ha portato a percorrere una strada molto diversa: quella dei graffiti, attraverso l’utilizzo delle bombolette spray. In sostanza, ho unito le esperienze di mio nonno quelle di mio padre e la mia esperienza con un mezzo moderno e contemporaneo come quello dello spray, per dare il via al progetto denominato ‘recupero del classicismo nel contemporaneo’ che unisse tutte queste tre strade. La chiave di lettura del mio lavoro è unione”.

Il Premio Letterario 1000 E … UNA STORIA si rivolge in particolare ai giovani: rispetto al tuo vissuto quotidiano cosa ti senti di dire loro?
“Ai giovani direi principalmente di metterci la passione. La passione è ciò che porta più facilmente ai propri obbiettivi, la passione è la chiave per coltivare i propri sogni. Tutto questo significa astrarre il proprio pensiero dal denaro. Mi spiego meglio: il denaro lo si deve considerare un mezzo, non un fine. Di conseguenza, i nostri obiettivi e i nostri sogni attraverso la nostra passione possono essere raggiunti”.

Ti propongo queste due “chiavi” di lettura del futuro: a) Vorrei che domani mi succedesse qualcosa di nuovo; b) Spero che domani non mi capiti nulla di diverso dal solito. Tu, quale “chiave” interpretativa scegli e perché?
“Io  v o g l i o  che ogni giorno mi capiti qualcosa di nuovo! Questa è la mia chiave di lettura: la curiosità. Conoscere ogni giorno nuovi stimoli e persone di ogni campo professionale e di ogni estrazione sociale è per me una crescita continua. L’immobilità o il pensiero di stagnazione non sono mai stati nelle mie corde. La curiosità mi porta a desiderare continui cambiamenti, e il pensiero positivo fa si che questi cambiamenti siano sempre evolutivi”.

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