Incontro alle Scuole “Leonardo da Vinci”
La piaga sociale del cyberbullismo diffuso via web

Si tratta di uno dei fenomeni degenerativi più gravi dell’uso (perverso) dei social network: il cyberbullismo

Luciano Landoni

CASTELLANZA

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Si tratta di uno dei fenomeni degenerativi più gravi dell’uso (perverso) dei social network: il cyberbullismo.

Chi ne è vittima precipita in un mondo di vessazioni, ricatti e disperazione dal quale diventa difficile uscire.

In più di una circostanza, purtroppo, il finale è tragico, nel senso che il malcapitato (o la malcapitata) si toglie la vita.

Lo scorso 7 febbraio è stata celebrata la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo e alla scuola media “Leonardo da Vinci” di Castellanza si è proprio discusso di questi temi con un relatore d’eccezione: Ciro Cascone, procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Milano.

Il magistrato ha incontrato gli studenti delle classi 3° delle scuole secondarie di primo grado della città (oltre alle “Leonardo da Vinci”, gli studenti dell’Istituto “Maria Ausiliatrice”, quelli della scuola “San Giulio” e un docente in rappresentanza dell’Istituto “Maria Montessori”).

«Si tratta di un incontro organizzato dall’amministrazione comunale e fortemente voluto dai docenti. Dal 2017 infatti alla scuola è stato dato il mandato ufficiale di educare i giovani all’uso della rete» ha esordito la dirigente scolastica Laura Maria Luisa Landonio.

«Le vittime devono parlarne, superando la vergogna, e capire che la diversità dalla massa non è motivo di disprezzo, ma un valore che li distingue» ha sottolineato il sindaco di Castellanza Mirella Cerini.

Gli atti di prevaricazione e di violenza ci sono sempre stati, in questi ultimi tempi però – complici le nuove tecnologie informatiche – si è verificata una preoccupante evoluzione/involuzione che ha dilatato enormemente il fenomeno, sempre in virtù della vastissima eco che il medesimo riceve dalla diffusione di immagini e filmati sul web.

«Una volta c’erano il bullismo diretto, ovvero gli atti di prepotenza compiuti contro una persona per un certo periodo di tempo, e quello indiretto, che consiste nel separare quella persona dal gruppo dei suoi pari, minandone l’autostima. Oggi la situazione si è complicata con il cyberbullismo – ha spiegato Ciro Cascone – Quando la violenza passa dal web, la vittima non ha più alcun rifugio. E non sono solo gli atteggiamenti del bullo a ferire, ma anche il silenzio degli spettatori. Senza un pubblico, il bullo non avrebbe ragione d’essere, mentre le risate e i like lo rafforzano».

Il rischio – rimarcato da Emanuela Da Ronch, la docente delle “Da Vinci” referente per le iniziative legate al bullismo – è quello di «considerare normali gli atteggiamenti dei bulli e giustificarli o addirittura arrivare ad ammirarli».

La mattinata si è conclusa con la consegna ai ragazzi di un libro sulla Prima Guerra Mondiale, di cui ricorre il centenario della conclusione, da parte della consigliera delegata all’Istruzione del Comune di Castellanza, Rosangela Olgiati.

Copyright @2018