Presentato il nuovo libro di Gianluigi Marcora
Con la poesia si può “Volare” sempre più in alto

Un libro di “poesie in prosa” in cui si incontrano e mescolano romanticismo, cronaca e riflessioni sul cambiamento della società

Lucia Landoni e Gianluigi Marcora durante la presentazione di Volare

busto arsizio

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Un libro di “poesie in prosa” in cui si incontrano e mescolano romanticismo, cronaca e riflessioni sul cambiamento della società nel corso del tempo: Volare, la nuova pubblicazione di Gianluigi Marcora (per i tipi di GMC Editore) è tutto questo e molto di più.

L’autore l’ha presentato alla libreria Boragno di Busto Arsizio dialogando con la giornalista Lucia Landoni e con il numeroso pubblico presente, di cui facevano parte molti dei lettori affezionati che hanno visto nascere il libro sul web, dato che in Volare sono raccolte le poesie e i pensieri che Marcora quasi quotidianamente posta sul proprio profilo Facebook, condividendoli con gli amici e non solo.

«Siamo felici di ospitare un giornalista che nel corso della sua carriera ha accompagnato e raccontato la storia di Busto, dimostrando in ogni circostanza il suo profondo amore per questa città» ha esordito Francesca Boragno.

Proprio l’amore è uno dei temi fondamentali affrontati dalle poesie di Marcora, declinato nelle più varie forme: da quello romantico tra due persone a quello per la famiglia – «grazie alle mie nipotine Veronica e Ginevra ho imparato molto, a cominciare dalla bellezza della condivisione» ha detto l’autore – dall’amore per le bellezze della natura a quello per le sue radici, di cui è orgoglioso: «Come dico spesso, sono un bustocco nativo e lavativo, con due genitori e quattro nonni nati a Busto Arsizio. Amo la mia città e la sua gente e proprio per questo non risparmio le critiche, che però devono essere sempre costruttive e stimolare il miglioramento. Dagli avvenimenti negativi bisogna sempre cercare di trarre il positivo».

In un momento storico delicato e per certi versi spaventoso come quello che stiamo vivendo, pochi giorni dopo l’attacco terroristico a Londra, scrivere poesie secondo Marcora non è solo possibile, ma «addirittura indispensabile. La poesia permette all’uomo di vivere un momento di introspezione, di stare a tu per tu con se stesso, con le componenti più belle e anche con le più brutte della vita. È questo a renderci umani. Io per esempio mi rendo conto di trovare il vero me proprio quando a distanza di tempo rileggo i pensieri che ho scritto. Mettendo me stesso sulla carta mi riconosco meglio».

Del resto, Volare è un “portale tra carta e cuore”, come ha scritto nella presentazione del libro Giacomo Tosi, un giovane che sin da quand’era bambino conosce Gianluigi Marcora e con lui coltiva un rapporto di profonda e sincera amicizia.

«Giacomo e Lucia sono ragazzi che tutti vorrebbero avere come figli, che mi gratificano con il loro apprezzamento per il mio lavoro perché so che sono sinceri, incapaci di piaggeria, come d’altra parte sono io – ha detto l’autore di Volare – Non c’è niente di più bello che trovarsi sulla stessa lunghezza d’onda rispetto alle persone che si stimano e a cui si vuole bene, essere sul punto di dire una cosa e rendersi conto che l’altro la sta già dicendo. Ecco, questo significa, come ho scritto in una poesia, incontrarsi nel pensiero».

La presentazione di Volare ha concluso una giornata che per Marcora è stata ricca di soddisfazioni: il direttore de l’Inform@zioneonline in mattinata ha ricevuto a Laveno Mombello il premio della giuria del concorso “Antonia Pozzi” per il suo libro Resto qui.

«Abbiamo voluto premiare il grande impegno civile dell’opera di Marcora» ha detto Paola Surano dell’associazione TraccePerLaMeta che presiedeva la giuria ed è intervenuta alla libreria Boragno.

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