Accompagnamenti coatti alla frontiera
La Polizia procede con due espulsioni

Il lavoro degli uomini dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Varese ha permesso la fattiva esecuzione dell’espulsione amministrativa con accompagnamento coatto alla Frontiera di una donna ucraina del 1957, con precedenti per immigrazione clandestina, e di un tunisino del 1980 considerato soggetto pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica

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Continua, incessante e proficuo, il lavoro degli uomini dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Varese. Tale attività, nella prima metà del mese di giugno, ha permesso la fattiva esecuzione dell’espulsione amministrativa con accompagnamento coatto alla Frontiera, di una donna ucraina del 1957 che in Italia ha lavorato per due anni come badante in nero, con precedenti per immigrazione clandestina.

Stessa sorte è toccata ad un tunisino del 1980 al quale è stato rifiutato il permesso di soggiorno poiché disoccupato da oltre due anni e considerato soggetto pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il soggetto è infatti risultato gravato da precedenti penali e di polizia per minaccia, atti persecutori nei confronti del coniuge, percosse, lesioni personali, inosservanza dei provvedimenti delle Autorità, oltraggio, minaccia e violenza a Pubblico Ufficiale, ingiuria, porto d’armi o oggetti atti ad offendere, ubriachezza molesta e reati inerenti agli stupefacenti. Il tunisino è stato quindi accompagnato al Centro di Identificazione ed Espulsione di Bari dal quale sarà riportato in Tunisia con il primo volo dedicato.

Inoltre, sono stati emessi 25 decreti di espulsione con ordine del Questore ad abbandonare il Territorio Nazionale entro sette giorni e due con la misura alternativa al trattenimento al Cpr.

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