Era il 1928
La Pro Patria batte la Juventus nella sua prima trasferta a Busto

Il 5 febbraio 1928 scende a Busto, per la prima volta, la Juventus, campione d’Italia nel 1926. I bianconeri sono da poco nelle mani della famiglia Agnelli, vogliosi di portare in alto il blasone della Juventus. I tigrotti sono su di giri...

Giorgio Giacomelli

BUSTO ARSIZIO

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Ai bustocchi, il disappunto per la mancata elevazione a capoluogo di provincia nel 1927 passa in un baleno. La Pro Patria ottiene la promozione alla Divisione Nazionale nel luglio dello stesso anno. Quasi contemporaneamente, operosi dirigenti bustesi inaugurano la struttura di via Ca’ Bianca, ogni domenica affollata da un pubblico numeroso, fedele e plaudente.

Carlo Reguzzoni, non ancora ventenne, è il perno della squadra. Tira da ogni dove che è un piacere, sforna micidiali bordate verso la porta avversaria e rende noto che Busto non è solo antro di battaglia, è campo ostico per avversari di ogni rango e ceto.

Il 5 febbraio 1928 scende a Busto, per la prima volta, la Juventus, campione d’Italia nel 1926. I bianconeri sono da poco nelle mani della famiglia Agnelli, vogliosi di portare in alto il blasone della Juventus, poi autentica mattatrice con cinque scudetti ottenuti dal 1931 al 1935.

La Pro Patria è su di giri per la vittoria conseguita la domenica prima sull’ostico Casale e tiene in scacco, sin dall’avvio, gli avversari con un gioco efficace, imperniato sulla mediana Varglien, Borsani, Visca, pronta a rintuzzare le velleità avversarie e dar così modo ai propri attaccanti di offendere a piacimento. Al quinto minuto l’ala Fizzotti salta un paio di avversari, crossa giusto per Reguzzoni, lesto a buttarla alle spalle del bianconero Combi, nonché nazionale azzurro.

Il primo tempo passa con la Pro in vantaggio e solo al 52’ Bonivento riporta la gara sul pari. I biancoblù, tigrotti già nei fatti (cfr Guerin Sportivo – ottobre 1928), ripartono a testa bassa, ottengono all’81’ la rete della vittoria con Kregar I, nonché i sinceri apprezzamenti dalla stampa ospite (cfr La Stampa del 6-2-1928).

L’anno dopo Mario Varglien passa alla Juve, ricopre il ruolo di mediano destro, insostituibile, sino al 1942 (357 gare, 15 gol ). Bonivento, attaccante bianconero, approda alla causa biancoblù, gioca 49 gare in due anni, segna 18 gol.

La Pro Patria, nel suo primo match contro la Juve, schierava: Raimondi, Mara, Giacchetti, Varglien, Borsani, Visca, Marcora, Kregar, Reguzzoni, Colombo C., Fizzotti. Sei di loro sono di chiare origini bustesi, allevati tra i “casciavidi” della Capuana e campetti vari. Capuana e campetti vari sono da tempo spariti, occorrono strutture nuove, magari anche un campo con erba sintetica per allenare ed attrarre i giovani.

Ѐ compito, anch’esso, per la sola Patrizia Testa?

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