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La Procura chiude le indagini sui 52 indagati per tentata ricostruzione del partito fascista

La Procura di Busto Arsizio ha chiuso le indagini sugli appartenenti alla “Comunità Militante dei Dodici Raggi” di Sumirago. Cinquantadue indagati sono accusati a vario titolo di tentata ricostituzione del partito fascista e propaganda nazista.

A dicembre del 2017, la digos di Varese e gli agenti dell’Antiterrorismo avevano sequestrato armi e volantini propagandistici nella sede dei Do.Ra a Sumirago. Le indagini della procura di Largo Giardino erano scattate a seguito della commemorazione, l’anno precedente, sul Monte San Martino di Duno, poco lontano dal Sacrario eretto in memoria dei partigiani caduti: una trentina di militanti aveva dato vita ad una manifestazione commemorativa posizionando sul terreno una “croce tiwaz” (simbolo dei guerrieri di Odino utilizzato dai nazisti) e una corona di alloro con i colori della bandiera nazista per ricordare i morti dell’esercito tedesco. Il gruppo, inoltre, aveva diffuso online una petizione per chiedere la “messa fuori legge dell’Anpi” e aveva festeggiato, il 20 aprile, il compleanno di Hitler.

Il sostituto procuratore bustocco Massimo De Filippo, che ha preso in carico il fascicolo dalla Pm Maria Cristina Ria, ha diviso gli imputati in due filoni di indagine, con la stessa ipotesi di reato, uno composto da 12 indagati, l’altro da 40. L’accusa, per tutti, è di aver tentato di ricostruire il partito fascista. Tra i 12 del primo filone ci sono anche il capo Alessandro Limido e i suoi più stretti collaboratori accusati anche di propaganda fascista.

Nelle prossime settimane potrebbero essere depositate le richieste di rinvio a giudizio.