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La protesta dei pendolari: “Pazienza finita”

“Pendolari disillusi”. Questo il motto, anzi l’hashtag, scelto dai rappresentanti dei comitati viaggiatori del Quadrante Ovest Lombardia che nel tardo pomeriggio di giovedì hanno inscenato un presidio di protesta alla stazione di Milano Porta Garibaldi.
Disillusi e arrabbiati: “Stiamo assistendo al crollo del trasporto lombardo, nonostante i numerosi appelli e le nostre denunce quotidiane”, affermano i portavoce dei comitati pendolari Gallarate-Milano, s6 Milano-Novara, Milano-Arona-Domodossola, Trenord Busto Arsizio e Trenord Nodo di Saronno.

I rappresentanti di chi ogni giorno ricorre al treno per raggiungere il luogo di studio o lavoro puntano il dito contro il governatore Attilio Fontana, “che chiede scusa e pazienza dal mese di marzo (ma siamo arrivati a ottobre senza un cambio di passo) e scorda o forse non ha capito che la pazienza dei pendolari si traduce in perdite di tempo e denaro” e contro l’assessore ai Trasporti Claudia Terzi, “che convoca tavoli e incontri per cercare soluzioni future ma non è in grado di avanzare proposte per arginare il disagio nell’immediato”.
Non mancano critiche all’“inaffidabile” Rfi e a Trenord.

Ancora una volta la protesta dei pendolari è risultata decisa ma del tutto civile. Eppure, si legge ancora nel loro comunicato, “la tentazione di abbandonare la via del dialogo è forte e ci chiediamo se sia giunto il momento di mettere in discussione le nostre linee di condotta fin qui vane e improduttive”. Tradotto: “Dobbiamo forse immaginare di tornare al passato, bloccando i binari e non pagando gli abbonamenti?”.