DOPO LA DECISIONE DEL PRESIDENTE MATTARELLA
La protesta del sindaco Melis: “Non indosserò la fascia tricolore”

Il Primo Cittadino di Solbiate Olona osserverà una forma di protesta simbolica durante le celebrazioni della Festa della Repubblica

Silvia Bellezza

SOLBIATE OLONA

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“La sovranità appartiene al popolo. In occasione della Festa della Repubblica, non indosserò la fascia tricolore”.
Il sindaco Luigi Melis, alla luce delle attuali vicende politiche nazionali, riferendosi in particolare alla decisione del presidente Mattarella di opporsi alla nomina di un ministro proposto dal presidente del consiglio incaricato di formare il governo, annuncia che darà luogo ad una protestasilenziosa ed educata”, per esprimere la propria posizione.

“Parlo di una questione di principio – spiega Melis -. Ritengo che l’accaduto sia molto grave in uno stato democratico, se ancora vale qualcosa l’espressione del popolo alle urne. Pur non condividendo la forma di protesta di alcuni sindaci che hanno deciso di rimuovere  l’immagine del capo dello Stato dal proprio ufficio, in una sorta di purificante (e inutile) rito iconoclasta, ho deciso comunque di manifestare  il mio dissenso rispetto alla situazione che si è determinata”.

Dunque, il Primo Cittadino di Solbiate, domenica mattina, durante la tradizionale cerimonia di consegna di una copia della Costituzione ai neodiciottenni, in sala consiliare, non indosserà la fascia. “Ai cittadini, che rimarranno stupiti nel vedermi senza fascia, spiego i motivi della mia decisione: ho rispetto per la Costituzione che ritengo il ‘Vangelo’ per i cittadini italiani e, al di là dei tecnicismi, vorrei  soffermarmi sulla sostanza, sottolineando che la sovranità appartiene al popolo e non può essere ignorata, altrimenti si crea un’ulteriore disaffezione da parte dei cittadini alla politica”.

Entrando nel merito della questione, precisa: “È evidente che il rifiuto del presidente Mattarella  sia un atto politico che ferisce profondamente la Costituzione e non può essere giustificato da un’idea dell’Europa diversa e dalle difficoltà dei mercati. A tutela del suo operato è stato addotto l’articolo 92, ma il Capo dello Stato nella sua scelta era obbligato ad interpretare la volontà popolare uscita dalle urne perché Paolo Savona era espressione di una maggioranza. Per quanto accaduto in questi giorni non assegno meriti né colpe ma ritengo che la Costituzione sia stata violata nel suo presupposto fondante: la sovranità appartiene al popolo”.

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