La nuova ricerca del CSTS della LIUC Business School
La radiografia socio-economica di ciascuno dei 1.531 comuni lombardi

La Lombardia è la locomotiva economica dell’Italia: la scoperta dell’acqua calda. Però, qual è il potenziale di sviluppo economico-commerciale di ciascuno dei 1.531 comuni lombardi?

Luciano Landoni

CASTELLANZA

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La Lombardia è la locomotiva economica dell’Italia: la scoperta dell’acqua calda.

E’ vero.

Però, qual è il potenziale di sviluppo economico-commerciale di ciascuno dei 1.531 comuni lombardi?

Quali sono i fattori scatenanti che favorisco ed alimentano il dinamismo socio-economico delle diverse municipalità presenti in Lombardia?

Le risposte a queste domande, ancorché di vitale importanza per comprendere appieno il metabolismo produttivo lombardo, non sono affatto scontate e nemmeno conosciute.

Lo studio elaborato dal Centro sullo Sviluppo dei Territori e dei Settori della LIUC Business School, che sarà presentato il prossimo 23 luglio, alle ore 17, nell’Auditorium dell’ateneo di Castellanza, le fornirà consentendo così agli operatori economici ed ai consumatori di avere un quadro preciso delle caratteristiche socio-economiche dell’intera area regionale, comune per comune.

Il capillare lavoro di ricerca e analisi è stato possibile anche grazie al supporto di UBI Banca.

Le dinamiche di consumo sul territorio sono guidate da tre macro-componenti – spiega Massimiliano Serati, direttore della Divisione Ricerca Applicata e Advisory della LIUC Business School e del Centro sullo Sviluppo dei Territori e dei Settori –: una componente ‘residenziale’ legata al livello di benessere degli abitanti, alle loro caratteristiche anagrafiche e al livello di istruzione; una componente di domanda ‘pendolare’, determinata da numero e potere di spesa dei lavoratori provenienti da altri Comuni; infine una componente ‘turistica’, che si lega all’attrattività del territorio e all’offerta di servizi di ricettività presenti.” 

Lo studio, grazie alla sua capillarità, si rivelerà un importante strumento di gestione/elaborazione delle politiche socio-economiche del territorio regionale e permetterà sia agli attori pubblici sia a quelli privati (imprenditori, sindacati, organizzazioni di categoria) di calibrare al meglio le proprie decisioni tattiche e strategiche mediante le quali sostenere lo sviluppo e delinearne l’evoluzione futura.

Il valore aggiunto della ricerca è quindi significativo, anche perché si basa sulla misurazione rigorosa del potenziale di consumo del comune specifico – inteso come volume di spesa che ciascuna delle 1.531 municipalità lombarde è capace di determinare – e di conseguenza sulla possibilità effettiva di definirne il livello di benessere, nonché la capacità di attrarre spesa dall’esterno.

“Eccezion fatta per Milano, il potenziale di consumo è distribuito omogeneamente tra le province lombarde”, sottolinea Andrea Venegoni, ricercatore del Centro sullo sviluppo dei Territori e dei Settori.

“A livello micro-territoriale si rilevano visibili fenomeni di concentrazione nei comuni di maggior dimensione e uno stacco netto tra città e periferie, ossia i centri abitati di provincia o poco popolati. Attrattività turistica e di impresa, redditi e livello culturale del territorio – aggiunge –  giocano un ruolo centrale nell’influenzare questa dinamica”.

La ricerca rivela inoltre l’estrema importanza dei flussi pendolari: i lavoratori, spendendo gran parte del loro tempo nel luogo di lavoro, concentrano lì anche parte dei loro consumi contribuendo così ad alimentare i volumi di spesa.

Ne deriva che beneficiano di questo fenomeno le città e le aree che mostrano maggior capacità di generare e attrarre attività di impresa.

Fattori come il livello culturale e la piramide demografica dei residenti ( intesa come composizione della popolazione per fasce d’età) sono ulteriori elementi che, assieme alla dotazione patrimoniale e ai livelli reddituali, risultano determinanti nel caratterizzare i consumi.

Infine, la localizzazione dei centri commerciali periferici costituisce una forte caratterizzazione dei volumi di spesa sul territorio, determinando anche fenomeni di mobilità e congestione della rete viaria territoriale la cui individuazione è di importanza strategica per gli amministratori locali.

Insomma, una vera e propria miniera di dati e indicazioni operative che saranno discusse e approfondite dall’economista Massimiliano Serati, dal ricercatore Andrea Venegoni, dal presidente della LIUC-Università Cattaneo Riccardo Comerio e dal  responsabile Macro Area Territoriale Bergamo e Lombardia Ovest- UBI Banca Luca Gotti.

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