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Inchieste Mensa dei poveri e Piazza pulita, “la responsabilità politica imporrebbe un passo indietro”

“Vogliamo che si faccia chiarezza sulle responsabilità individuali e politiche e si proceda a ripristinare i principi di trasparenza e legalità in ogni ambito in cui si sono scoperti comportamenti devianti”. Il Coordinamento delle Sinistre per la Legalità della zona di Busto Arsizio, Legnano e Gallarate ha firmato un documento in cui prende posizione sulle vicende che hanno coinvolto i Comuni nell’ambito delle indagini della magistratura denominate “Piazza Pulita” e “Mensa dei poveri” e che hanno portato, lo scorso 20 maggio, ad emettere misure cautelari nei confronti di politici ed amministratori locali del territorio. Il documento è stato presentato da alcuni rappresentanti del Coordinamento: Carlo Stelluti, Salvatore Vita, Aldo Altieri, Sergio Barletta e Michele Palazzo, insieme all’illustratore Tiziano Riverso (che ha delineato il suo punto di vista attraverso alcune brillanti vignette satiriche).

“Abbiamo ritenuto opportuno non presentare questo documento prima delle elezioni, per non dare l’idea che avessimo fini strumentali – ha precisato Carlo Stelluti – la nostra presa di posizione è condivisa da militanti ma anche da persone non iscritte a formazioni politiche. Quello che abbiamo appreso dalla magistratura ci ha preoccupato e ci indigna. A turbarci più di tutto è la dichiarazione del procuratore della repubblica che ha parlato di scarso senso di legalità e di come tutti gli indagati non avessero percezione della gravità delle proprie azioni. Crediamo si debba dare un taglio netto a questo sistema di corruzione che ha intaccato i nostri Comuni”.

Il Coordinamento delle Sinistre ritiene che “l’incancrenirsi di comportamenti illegali nella gestione della cosa pubblica sia dovuto a una serie di motivi: la mancata alternanza delle forze politiche al governo della città e delle partecipate, l’attenuarsi del ruolo delle opposizioni, la mancata trasparenza e la sostituzione dei ruoli ufficiali ed elettivi da parte di faccendieri ed intermediari.

In particolare a Busto, attendono “che venga fatta chiarezza sulla regolarità di molte iniziative di carattere urbanistico assunte dall’amministrazione comunale che lasciano dubbi sulla reale funzione di perseguimento dell’interesse pubblico”. E citano:  l’ex Calzaturificio Borri, il Palaghiaccio, la variante del PGT approvata lo scorso mese di gennaio, il cambiamento relativo alle medie strutture di vendita e il raccordo ferroviario Malpensa-Gallarate.

Per  quanto riguarda Accam, che ha visto decapitati i propri vertici, chiedono la chiusura  dell’inceneritore: “Accam potrà continuare ma dovrà essere riconvertita per la gestione trasparente e il controllo del ciclo della materia nei 27 comuni soci”. I riflettori sono puntati anche sull’ospedale unico: “Evidenziamo il nostro totale dissenso su una semplice operazione di carattere urbanistico e speculativo”.

Nei giorni scorsi i sindaci Antonelli e Cassani si sono espressi sulla vicenda, ma non hanno convinto gli esponenti del Coordinamento: “Le formazioni politiche coinvolte in questa indagine hanno il controllo delle amministrazioni da decenni. ‘Che cadano dal fico’ non è credibile. L’amministrazione di Busto non può affermare di non aver saputo nulla”, commenta Stelluti.

Salvatore Vita ricorda le parole del sindaco Angelo Vassallo che metteva la legalità al primo posto: “Chiediamo che le amministrazioni smettano il malaffare. Noi proveremo a tracciare un nuovo percorso che inizia da oggi, con una proposta politica credibile del Coordinamento delle Sinistre”.

Sergio Barletta ha evidenziato come l’opposizione a Busto “non abbia avuto una reazione adeguata e sia stata troppo blanda”. “Occorre una rivoluzione culturale molto forte rispetto alla legalità”, evidenzia Michele Palazzo.  Tutti concordano che “la responsabilità politica è tale che i sindaci di Busto e Gallarate dovrebbero fare un passo indietro”.