L’andamento economico dell’Alto Milanese
La ripresa c’è, ce ne sarebbe di più con più politica industriale e più cultura industriale!

La condizione complessiva del sistema economico dell’Alto Milanese (ultimo trimestre 2017) è buona...

Luciano Landoni

legnano

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La condizione complessiva del sistema economico dell’Alto Milanese (ultimo trimestre 2017) è buona.

L’ha ribadito più volte il presidente di Confindustria Alto Milanese Giuseppe Scarpa, commentando i dati dell’indagine congiunturale elaborata dall’Ufficio Studi dell’associazione, nel corso della tradizionale conferenza stampa d’inizio anno.

“Tutti i settori produttivi – ha precisato – stanno vivendo un momento positivo: i fatturati sono cresciuti e anche la propensione agli investimenti, agevolata dagli incentivi della Legge del ministro Calenda sull’Industria 4.0, si è dimostrata elevata. Tutta ‘benzina’ che spinge il motore dell’industria”.

L’occupazione come reagisce?

“E’ ancora presto per un autentico risveglio del mercato del lavoro. Siamo in presenza di una tenuta, la discesa è finita. Il personale per le piccole e medie industrie del territorio è un valore assoluto”.

Quindi, il termine della decontribuzione prevista dal jobs act non ha influito negativamente?

“Direi proprio di no. L’ho detto e lo ripeto: per noi imprenditori il dipendente è una risorsa strategica, nessuno si sogna di sacrificare una simile risorsa in rapporto all’incentivo che non c’è più. Però, una cosa è certa: il prossimo governo dovrà porre mano in misura significativa al cosiddetto cuneo fiscale. Qualcosa è stato fatto, ma bisogna fare molto di più. Altrimenti, il dipendente continuerà a costare caro e a prendere poco! Più lavoro, soprattutto giovanile, equivale a più ricchezza da mettere in circolo, così da far aumentare la domanda e i consumi. Oggi come oggi, il principale traino della ripresa continua ad essere l’export. I consumi continuano ad essere bassi, mentre si è incrementato il risparmio delle famiglie. C’è bisogno di più fiducia”.

Di recente, il presidente di Confindustria Cuneo ha scritto una lettera alle famiglie per informarle delle opportunità occupazionali (inevase) del settore industriale, così che i giovani se ne rendano pienamente conto. Sarebbe dell’idea di fare la stessa cosa?

“Non è detto che non ne scriva una anch’io, di lettera. In questo Paese c’è bisogno di più politica industriale e di più cultura industriale. Le prossime Assise di Confindustria del 16 febbraio lo ribadiranno. Nella mia ipotetica lettera esorterei giovani e meno giovani, cioè i genitori, a guardare cosa c’è nei nostri capannoni. Bisognerebbe organizzare un PMI Day per Genitori e non solo per studenti. Territorialmente occorrerebbe individuare un campione significativo di aziende da far visitare alle famiglie per far comprendere la forza e la bellezza dell’industria italiana. Guardate chi siamo, cosa siamo capaci di fare e come lo facciamo! Mi ripeto: dobbiamo investire massicciamente in cultura industriale!”

Che tipo di conoscenze/competenze servono alle imprese del 3° Millennio?

“Quelle di tipo tecnico-scientifico, senza alcun dubbio”, risponde immediatamente il direttore di CAM Andrea Pontani.

“La propensione industriale del nostro territorio e la vocazione imprenditoriale che continua ad esserci qui – riprende Giuseppe Scarpa – sono caratteristiche tipiche di tutto l’Alto Milanese e del Legnanese in particolare. Per trovare lavoro c’è bisogno di tanta curiosità e di tanto impegno. I giovani è giusto, anzi, è sacrosanto che possano essere liberi di sognare e di seguire le proprie aspirazioni; credo però che debbano anche conoscere esattamente la realtà che li circonda. Più informazioni si possiedono e meglio si può decidere”.

L’Europa è un’opportunità oppure un vincolo?

“Certamente un’opportunità. Sono ben 8 le aziende del territorio che hanno saputo innovare al punto tale da ricevere i contributi europei previsti dal programma Horizon 2020. Molte altre hanno ricevuto attestati di eccellenza dall’Unione Europea”, precisano Giuseppe Scarpa e Andrea Pontani.

Tornando all’indagine congiunturale di CAM, vale la pena precisare che il 46% delle imprese interrogate ha incrementato il proprio fatturato rispetto all’ultimo trimestre 2016 e le prospettive per il 2018 “si mostrano rosee” (il 56% prevede ulteriori aumenti).

Sia il settore meccanico, sia il comparto tessile-abbigliamento-calzzaturiero, sia le imprese dell’area lavorazioni materie plastiche-chimico hanno segnalato incoraggianti segnali di miglioramento.

“E’ passata dal 61% al 70% – precisa l’indagine congiunturale di CAM – la quota di imprese che ha programmato investimenti nei prossimi sei mesi”.

Altro capitolo positivo, la stretta e proficua collaborazione fra l’associazione e gli enti territoriali.

“Il comune di Legnano – precisano Scarpa e Pontani – è stato il primo, e per ora l’unico, che ha sostituito la quota Imu del comune con la Tasi, fornendo così in termini di detraibilità dei vantaggi alle imprese. Il tutto senza averci rimesso un centesimo in termini di bilancio comunale. Le municipalità di Magnago, San Giorgio e Canegrate hanno uniformato parte dei loro regolamenti comunali: un ottimo inizio. Quando si possiedono le informazioni giuste e quando c’è la volontà, le cose si fanno!”

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