Acume e signorilità
La saggezza dei “vecchi bustocchi”

Un vecchio detto bustocco recita così: "I muòn i fàn non u uga". All’apparenza sembra unicamente una "timida" osservazione; invece, la frase ha un valore letterale e morale inestimabile

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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Un vecchio detto bustocco recita così: “I muòn i fàn non u uga“. All’apparenza sembra unicamente una “timida” osservazione; invece, la frase ha un valore, letterale e morale, inestimabile. Vediamolo, allora.

Il nome “muòn” vuol dire gelso; l’albero nodoso che somiglia più a un ulivo, piuttosto di un ciliegio. Da noi, di “muòn” ce n’erano parecchi; servivano per i bachi da seta. Gli antichi bustocchi dovendo “lottare” contro un terreno arido e poco produttivo, “scopersero” la delicata attività della coltivazione dei bachi da seta.

Quelle piante, appunto i “muòn” (gelsi) avevano la caratteristica di somigliare parecchio, per via dei frutti, alle viti che producevano l’uva. Quindi: grappoli di gelso con graspi e acini simili a quelli dell’uva, ma non uva. E quando si dice che “i muòn i fàn non u uga” vuole dire che, nonostante le imitazioni, i gelsi non producono e non produrranno mai, uva. Chiaro?

Questa è la spiegazione letterale della frase. Vediamo ora quella maggiormente importante che è ampia e “colorita“. Riferita a uno snob vuole significare che a millantare signorilità si mostra la propria natura.

Mostrare qualcosa che non è, somiglia solo a produrre una pessima figura. Fare l’intellettuale e non sapere è mostrare a tutti in brutta evidenza la propria ignoranza. Giocare a scopone e non conoscere le regole e al fine perdere la partita, vuol dire sfidare il gioco e il destino. Far giocare l’attuale Pro Patria in serie A e pretendere di vincere lo scudetto, significa non conoscere il calcio. Fare a botte con un bambino e sperare di vedere il bambino vincitore è una pura assurdità. Promuovere una megera a vincitrice di un concorso di bellezza  significa non avere un effetto estetico. Chiedere a un ciccione di vincere l’Olimpiade dei 100 metri ostacoli è fuori da ogni logica. Sentire un somaro che non legge i miei libri, dire che non gli piace il mio stile è toccare con mano la sua dabbenaggine. Pretendere di scalare l’Everest con addosso un costume da bagno è come… andare in orbita senza un respiratore adeguato.

Di esempi assurdi se ne possono inventare tantissimi. Il valore morale di cui s’è detto è questo: mai e poi mai il gelso può produrre uva e mai e poi mai chi non è attrezzato o chi non è competente nel ramo, può raggiungere un obiettivo. Nei sogni, nella fantasia, ciascuno potrebbe inventarsi cose impossibili, ma la realtà è (o potrebbe essere) totalmente diversa.

Ad esempio mi piacerebbe pilotare una Ferrari in corsa, ma una volta che ho provato dal mio amico Jack a pilotare una Formula Uno con quei giochi che si fanno a computer, dopo cinque minuti di “competizione” mi ero ammazzato dodici volte… il che significa… abbandonare i sogni di pilotare la Ferrari e guardare le corse in TV.  Altro esempio, mi piacerebbe pilotare un aereo. Un giorno lontano ho chiesto di entrare in cabina di pilotaggio durante un breve tragitto. Ho solo guardato e mi sono stupito di quanti “aggeggi” fosse dotato un normale aereo e ho… desistito dal prendere i comandi.

Per chiudere coi “muòn che i fàn non u uga” aggiungiamo un altro detto “ogni ufelè al fò ul so mistè” che tradotto in parole povere vuol dire “ciascuno deve fare ciò di cui è capace” e non solo per aver pensato di “saperci fare” o di “desiderare di fare”, ma esercitare un mestiere dentro cui metterci, preparazione, passione, volontà e desiderio di migliorare sempre, con specifiche caratteristiche. Chi non dovesse averne, meglio cambi mestiere, ricordandosi sempre che “i muòn i fàn non u uga” che vuol pure significare: se non sei “tagliato” per fare qualcosa che ami, ma che non hai le caratteristiche idonee per realizzare, sposta la tua attenzione in base alle tue caratteristiche senza millantare altri e senza la spocchia di poter fare tutto.

Certo che i vecchi Bustocchi, di saggezza, ne avevano tantissima. Con acume e signorilità!

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