“Rifiuti risorse”
La scatola dei pelati ha un valore…

Mi scuseranno coloro che già conoscono la mia idea, ma dopo un colloquio col mio compagno di classe alle elementari e già Ministro, On. Francesco Speroni, è doveroso un approfondimento...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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Sta prendendo piede una nostra vecchia proposta sui “rifiuti – risorse” e ne siamo felici. Da qualche tempo ascolto alla Radio (Rai 1) lo spot pubblicitario della Ditta RICREA. Più o meno dice così: “Continua con la raccolta differenziata presso il tuo Comune – noi della RICREA ricicliamo tutto, senza disperdere nulla“. E lo slogan pubblicitario aggiunge “la scatola dei pelati vuoti ha un valore – il vetro che butti via ha un valore – il ferro, l’alluminio, ogni rifiuto che puoi differenziare in appositi contenitori, ha un valore”. Quindi, se tutto ha un valore, vediamo di venirne a capo e tramutare il “rifiuto” in un valore per tutti (risorsa).

Questo VALORE deve essere appannaggio  non solo di pochi, ma di tutti.

(Mi scuseranno coloro che già conoscono la mia idea, ma dopo un colloquio col mio compagno di classe alle Elementari e già Ministro, On. Francesco Speroni, è doveroso un approfondimento).

Il cosiddetto “rifiuto” che oggi si colloca negli appositi contenitori (carta – vetro – barattoli – umido e… tutto ciò che non serve più) deve (assolutamente, DEVE) diventare una risorsa. Lo dice RICREA, ma ne fa una ragione economica a esclusivo suo vantaggio. Spieghiamoci bene: RICREA attinge da ogni Comune tutto ciò che proviene dalla “raccolta differenziata” (da noi è sul 75%, a Roma il 45% al Sud 25% o è… sconosciuta) e ricicla smistando ogni rifiuto ai rispettivi grossisti che pagano RICREA e riciclano il tutto… dall’alluminio al ferro; dalla carta al vetro; dagli stracci, all’umido e a tutto ciò che oggi si porta al Centro Multi Raccolta, per quanto concerne noi di Busto Arsizio e che sicuramente esiste in ogni Comune d’Italia.

Si tratta solo di chiudere il cerchio e (soprattutto) di incentivare il Cittadino a continuare e a migliorare la “raccolta differenziata“. Come? (a me sembra l’uovo di Colombo). Riconoscere al Cittadino virtuoso, una ricompensa per l’attenzione che pone alla sua “raccolta differenziata”. Per attuare l’iniziativa basta poco.

La normale raccolta “porta a porta” effettuata da noi, da Agesp deve avvenire regolarmente come si fa ora; con un’opportuna puntualizzazione: l’incaricato Agesp pesa, controlla che nel contenitore del vetro ci sia vetro, che nel contenitore della carta ci sia carta o cartoni, che in quello del ferro o dell’alluminio ci siano ferro o alluminio, che nell’umido ci sia umido e (sempre l’incaricato Agesp) rilascia al Cittadino una RICEVUTA con indicato ciò che raccoglie, sotto sua responsabilità.

Il Cittadino, con quella RICEVUTA sa che il Comune gli riconoscerà (ad esempio) 0,20 Euro per ogni chilo di carta ritirata – 0,30 Euro per ogni chilo di vetro ritirato…  e via dicendo). Il Cittadino, a sua discrezione andrà a portare in banca tutte le RICEVUTE in suo possesso e incasserà l’incentivo monetario messogli a disposizione del Comune. A questo punto, Agesp consegnerà ai rispettivi grossisti di ogni merce quanto ha raccolto e incasserà per conto del Comune il prezzo di mercato di ogni singolo “rifiuto”. Sempre a mo’ di esempio, Euro 0,40 per ogni chilo di carta portata al grossista e 0,60 Euro per ogni chilo di vetro. La differenza fra quanto incassa in Comune e quanto il Comune riconosce al Cittadino, non solo tramuta il “rifiuto” in “risorsa”, ma incentiva il Cittadino ad avere maggiore cura col… rifiuto, ma pure ad adoperarsi a ritirare il “rifiuto”  (anche quello non suo) che trova in giro, per poi darlo ad Agesp.

Vi  immaginate cosa farebbe la gente senza lavoro, per incassare un giusto compenso? Andrebbe per prati e boschi a raccogliere le “schifezze” che trova buttate dagli incivili, ma non solo: andrebbe da chi non può (o non vuole) portare i propri “rifiuti” al Centro Multi Raccolta e provvederebbe di persona a svolgere questo servizio, sapendo che il servizio stesso sarà remunerato dal Comune.

Per farla breve: va bene RICREA, ma se mettessimo “in pista” il compenso offerto dal Comune, avremmo la cosiddetta “chiusura del cerchio” e, soprattutto, avremmo ambiente più pulito, gente che lavora e che viene remunerata e (magari) meno tasse da pagare.

In sintesi: Cittadino che attua la “raccolta differenziata” al 100% con remunerazione – Comune che paga e incassa – RICREA (o chi per essa) che ricicla a più non posso con margini di guadagno decisamente più alti di quelli attuali. Franco (rivolto a Speroni) siamo a disposizione per… migliorare l’idea!

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