JOINTEK SRL
La “scienza del tubo” che si vuole internazionalizzare

Potrebbero essere definiti i Quattro Moschettieri del… tubo. Flavio Forchin, Luciano Roncaglia, Fabio Vecchio e Claudio Zarini decidono di combinare le loro esperienze professionali in un’unica visione imprenditoriale e così fondano la Jointek Srl...

Luciano Landoni

SOMMA LOMBARDO

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Potrebbero essere definiti i Quattro Moschettieri del … tubo. Flavio Forchin, Luciano Roncaglia, Fabio Vecchio e Claudio Zarini decidono di combinare le loro esperienze professionali in un’unica visione imprenditoriale e così, nel 1991, fondano la Jointek Srl.

Una ragione sociale scelta non a caso, anzi, collegata ad una strategia operativa ben precisa e anche a qualcosa di più. “E’ esattamente così. Per noi è stata una gioia mettere insieme le nostre esperienze, le nostre aspirazioni. Joint significa proprio congiunto, unito, combinato. Noi – spiega Luciano Roncaglia, presidente della società – ci siamo messi insieme e mettiamo insieme anche le tecnologie più avanzate”.

Più esattamente, la componentistica – in particolare, tubi flessibili – che finisce all’interno degli aerovelivoli (soprattutto gli elicotteri): nei sistemi idraulici, carburante e pneumatici allo scopo di “trasportare”, in senso fisico, i fluidi. Insomma, tecnologie avanzate e indispensabili per il comparto aerospaziale.

“L’azienda sta crescendo e si sta strutturando di conseguenza”, dice in poche e chiare parole il giovane general manager Christian Consoli (compirà 43 anni il prossimo 19 ottobre) che è stato deputato dai Quattro Moschettieri a gestire il cambiamento.

Viviamo e lavoriamo nella cosiddetta “società liquida”, all’interno della quale i cambiamenti sono frenetici, intensi e frequenti, qual è la sua “ricetta” per gestire una fase così complessa e delicata?

“Prima di ogni altra cosa – risponde Christian Consoli, che ci riceve nel suo ufficio direzionale, al primo piano dell’avveniristica sede di Somma Lombardo –, bisogna cercare di rispondere a queste tre domande: Chi siamo? Dove siamo? Dove vogliamo andare?”.

Laureato “cum laude” in Politica Economica all’Università Cattolica di Milano, una significativa esperienza lavorativa nel mondo della finanza, Christian Consoli è approdato in Jointek con una mission tanto chiara quanto ambiziosa: realizzare una crescita dimensionale a base di innovazione e di internazionalizzazione.

Sfide da far tremare le vene dei polsi, soprattutto di questi tempi.

“Come sempre, la differenza la fanno e la potranno fare le persone. Le persone sono al centro dell’impresa e possono, se adeguatamente motivate e preparate, fare … l’impresa! Il mio compito è valorizzare al massimo i talenti. Ci stiamo dando da fare. Abbiamo intensificato i rapporti di collaborazione con i centri di eccellenza formativa, vale a dire le Università. La nostra è una ‘cultura applicata’ allo sviluppo costante dell’azienda, per favorirla dobbiamo ottimizzare le risorse a nostra disposizione: quattrini, tempo, conoscenze. Facciamo parte del distretto aerospaziale lombardo, al vertice del quale c’è Leonardo. E’ di fondamentale importanza che l’intera filiera produttiva si rafforzi, senza posizioni predominanti e prevaricanti”.

Jointek Srl impiega 21 persone e come Gruppo (compresa cioè Jointek Aerospace, costituita il 18 aprile 2016, che ha sede in Francia, nell’area geografica compresa fra Parigi e Le Bourget) supera gli 8 milioni di euro di fatturato annuo.

Il Gruppo è dotato delle certificazioni EN 9100, 9120 ed EASA Part 21-G per supportare appieno i maggiori produttori europei ed extra-europei di aerovelivoli e lo sistemi.

“Puntiamo a raggiungere i 10 milioni in tempi brevi”, sottolinea Christian Consoli.

“Il nostro processo di internazionalizzazione procede spedito – aggiunge -, tenga conto che la Francia per il settore aerospaziale rappresenta il 1° mercato in Europa e il 2° nel mondo. Jointek Aerospace si occupa della distribuzione della  componentistica. Per fare qualcosa di significativo in Francia ti devi insediare lì, altrimenti …”

La Grande Crisi è finita oppure no?

 “Stiamo faticosamente uscendo da un periodo di crisi e stagnazione a livello mondiale. Abbiamo riscontrato dei leggeri segnali di ripresa. Segnali deboli, non particolarmente ‘fragorosi’. Però, qualcosa si muove. Lo riscontriamo dall’andamento del nostro portafoglio ordini, sempre più ‘internazionale’ e particolarmente effervescente in relazione ad alcuni mercati extra UE. Quello che continua a mancare, in Italia, è un ecosistema favorevole all’attività d’impresa”.

Vale a dire?

 “Le rispondo citando un problema atavico che sicuramente le sarà stato sottoposto chissà quante volte: l’abnorme carico burocratico che grava sulle spalle delle aziende. Noi, anche solo per poter esportare materiale militare all’interno dell’Unione Europea, abbiamo bisogno delle cosiddette ‘licenze di esportazione’ regolamentate da una normativa assolutamente non ‘business friendly’. Un’autentica semplificazione delle leggi è ancora di là da venire, anche se tutti ne parlano! Negli Stati Uniti ciò è già avvenuto”.

Il futuro di Jointek in due parole, due.

“Completare la realizzazione della crescita dimensionale, per consolidare il nostro posizionamento competitivo sul mercato a livello internazionale. Di recente abbiamo assunto due persone con navigata esperienza nel settore, altamente motivate e determinate, che ci saranno sicuramente preziose in questo senso: Agrippino Lombardo head of operations e Massimiliano Bardini marketing manager. Quando la ‘squadra’ è preparata e motivata tutti i traguardi sono a portata di mano”.

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