TRACCE DI CULTURA
Quando la scimmia balla il valzer

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“Quando la scimmia balla il valzer” è il titolo del nuovo libro di Gian Franco Bottini in uscita per i tipi di TraccePerLaMeta Edizioni. Gian Franco Bottini è un personaggio già noto a Busto per la sua attività politica, ma ama la scrittura e dedica i proventi dei suoi libri a iniziative sociali e benefiche operanti sul territorio.

“Quando la scimmia balla il valzer” sarà presentato a Busto Arsizio il 29 maggio prossimo presso la sala polifunzionale del Teatro Fratello Sole in via Massimo d’Azeglio n° 1 alle ore 21.

Saranno presenti Autore ed Editore e l’avv. Paola Surano condurrà la serata intervistando l’Autore.

Il libro, una summa di eventi raccontati con arguzia e divertimento che coinvolgono il lettore fino all’ultima pagina, gode della prefazione di Vincenzo Coronetti e delle illustrazioni di Tiziano Riverso che faranno da corona alla serata in una esposizione ricca delle opere originali.

In occasione della presentazione abbiamo rivolto a Gian Franco Bottini alcune domande:

– 1) Dopo la sua prima opera “La vita è una brioche” che ha avuto successo di critica e di vendite, ecco ora la pubblicazione di “Quando la scimmia balla il valzer”: qual è l’impostazione del libro e qual è il filo conduttore delle vicende narrate?

R: Il libro, come il precedente, parte dall’assunto che quotidianamente, seppur in teatri e con interpreti sempre diversi, ci è data la possibilità di assistere a una “commedia umana” le cui “recite”, malgrado si svolgano su scenari differenti, hanno alla fine la possibilità di essere ricondotte a un unico e ripetitivo copione e a personaggi caratterialmente altrettanto ripetitivi.

Dei fatti e dei personaggi narrati ho sempre cercato di cogliere gli aspetti ironici perché questo rappresenta il mio modo naturale col quale mi pongo quotidianamente nella veste di spettatore (e, perché no? forse anche di interprete) della commedia e perché sono convinto assertore che il miglior modo di migliorarci nei nostri difetti è quello di saperci ridere sopra.

Le vicende narrate in questo libro partono laddove si erano arrestate in “La vita è una brioche” e potrebbero concludere un percorso narrativo (o forse no!)

Ho cercato di dare al lettore di “Quando la scimmia balla il valzer” la possibilità di una lettura indipendente dall’aver precedentemente letto “La vita ….”, anche se evidentemente alcuni personaggi accompagnano il racconto per tutto il percorso narrativo dei due libri.

– 2) Da cosa nascono i titoli delle sue opere?

R: I titoli nascono ambedue da riflessioni esternate da personaggi significativi del libro; riflessioni ben più serie di quanto il titolo stesso possa lasciar trapelare. Sono espressioni del parlare comune un po’”strafottentelle”, spesso utilizzate, da parte di chi le pronuncia, per uscire da situazioni o sentimenti che ci si imbarazza a esprimere chiaramente per quelli che sono.

È un po’ come l’utilizzo, che nel libro si incontra, di espressioni dialettali, che hanno una capacità di sintesi insostituibile, di uso così talmente corrente da essere accettabili anche se lo stesso concetto espresso in lingua italiana sarebbe così greve o volgare da infastidire.

Non nascondo comunque la ricerca di un richiamo nel titolo dello spirito ironico che vuole avere il libro.

– 3) Quanto gioca l’osservazione della vita quotidiana e l’ironia nel racconto delle vicende vissute dai personaggi?

R: Credo che quando si scrive si metta sempre qualcosa di autobiografico e anche qui c’è molto di vita vissuta in quanto a personaggi e fatti, che sono sempre però una base di partenza per un racconto che si sviluppa, anche sostanziosamente, con la fantasia. Devo dire, però, che fatti e personaggi pieni di virtù non mi interessano, mi interessano quelli pieni di “vizi” e di tic, più facilmente colpibili con l’ironia.

I luoghi hanno solo il nome di fantasia, perché per il resto fotografano delle realtà facilmente ripetibili, mentre i personaggi sono molto spesso la summa di personaggi realmente incontrati e che avevano lo stesso imprinting (la commedia e i personaggi si ripetono).

– 4) Anche in questo libro continua la collaborazione con Tiziano Riverso che cura le illustrazioni: come riuscite a coordinare racconti e ritratti dei personaggi protagonisti?

R: Riverso è uno dei miei più divertiti lettori ma è da tener sotto controllo e spiego il perché. Io do a lui il testo ed è uno dei primi lettori e lascio a lui la scelta dei personaggi che vuole disegnare a seconda delle sue sensazioni. Il problema è che lui abbina il personaggio a persone di sua conoscenza e devo controllarlo, perché non voglio che diventino caricature (stile Baraonda) di nessuno anche perché, come ho detto, non esiste un personaggio frutto di una fotografia singola, ma i personaggi sono tutti una summa di diverse conoscenze e incontri. Poi qualcosa devo concedergli. Con Riverso comunque ho un rapporto sempre divertente.

– 5) Vuol spiegare ai nostri lettori la sua scelta di dedicare all’Anffas i proventi dell’opera parlando di questa associazione e del motivo della sua scelta?

R: Credo che ognuno abbia il dovere di usare il suo tempo e le risorse che ha avuto dalla vita per qualche fine che non sia solo un suo piacere. Io, quindi, devo ringraziare Anffas di avermi dato la possibilità di sentire che il mio sforzo possa servire a qualcosa. L’ho fatto per il primo libro e sono stato felice di farlo; l’ho voluto fare anche questa volta per Anffas alla quale sono particolarmente affezionato e grato per quello che fa e per chi lo fa. Un altro motivo di affezione è legato al fatto che qualche anno fa, in un’altra delle mie vite, penso di aver contribuito insieme a tanti altri che hanno sicuramente dato più di me, a far decollare il progetto della importante struttura che oggi consente ad Anffas di essere una realtà importantissima per il nostro territorio. Ho voluto dare un segnale della mia particolare affezione ad Anffas, poca cosa rispetto a quello che si merita con la speranza che tanti lettori di questo libro mi consentano di dare anche un concreto supporto.

Nessuno può mancare: un libro divertente, un’intenzione importante, un fine benefico. Vi aspettiamo. L’ingresso è libero.

Anna Maria Folchini Stabile
Paola Surano

www.tracceperlameta.org
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