SE N’È ANDATO A 90 ANNI
La scomparsa di Tino Riganti

È stato uno degli esponenti di spicco della “old economy” locale (e non solo)

Luciano Landoni

SOLBIATE ARNO

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

E’ stato uno degli esponenti di spicco della “old economy” locale (e non solo), se n’è andato a 90 anni.

Innocente Riganti (universalmente conosciuto come Tino) era nato il 2 ottobre 1927 e ha sempre incarnato la figura dell’imprenditore metalmeccanico tutto d’un pezzo, per il quale la parola data e una stretta di mano valevano più di un contratto firmato.

Innamorato della propria attività – la Riganti Spa è una delle imprese industriali storiche della provincia di Varese, fondata nel 1891, e si è sempre occupata dello stampaggio a caldo dei metalli – al punto da considerarla una componente essenziale e imprescindibile della sua stessa vita.

Tino Riganti non è stato soltanto un imprenditore impegnato nella gestione aziendale (nella seconda metà degli anni ’60, insieme con il fratello Franco, aveva sviluppato la società di famiglia che nel 1981 era arrivata ad occupare 350 persone), ha anche ricoperto importanti cariche pubbliche.

Sindaco di Solbiate Arno dal 1968 al 1975, Presidente della Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato della provincia di Varese dal 1982 al 1997 e componente del Direttivo dell’Associazione degli Industriali della provincia di Varese.

Un impegno socio-economico prolungato e sempre attento alle regole dell’etica del lavoro e del rispetto delle persone.

Tino Riganti ha militato a lungo nelle fila della Democrazia Cristiana e, per Lui, l’aggettivo che connotava le origini del Partito fondato da Don Sturzo ha sempre avuto un grandissimo valore e ha sempre rappresentato un imprescindibile punto di riferimento nei confronti del quale “modellare” stile di vita e stile di lavoro.

Da diversi anni aveva lasciato il “timone aziendale” nelle mani del figlio Emilio e in quelle del nipote Marco.

Tino Riganti nel 1984 è stato insignito del titolo di Grand’Ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica.

Abbiamo di lui un ricordo nella veste di Presidente della Camera di Commercio: nel corso di una riunione dedicata all’osservatorio congiunturale (un momento di confronto e di analisi in merito all’andamento del sistema economico locale con i rappresentati sindacali e delle associazioni di categoria) Tino Riganti, a seguito di un’osservazione relativo all’utilizzo “disinvolto” della Cassa integrazione guadagni replicò con fermezza: “Non sono d’accordo. Il vero imprenditore ha sempre a cuore il buon andamento della sua azienda e il benessere dei suoi dipendenti. Per lui, quindi, il ricorso alla Cassa integrazione è veramente l’ultima spiaggia ed è motivo di grande rammarico e tristezza. Chi intraprende ha l’orgoglio e il dovere di farlo al meglio delle sue possibilità”.

Parole che ci sono rimaste impresse nella mente e che ricordiamo come se le avessimo ascoltate oggi.

Addio Commendator Riganti, che la terra le sia lieve.

Copyright @2017