Questa sera alle 20.30
“Lasciami Volare”: la storia di Emanuele Ghidini al Teatro Manzoni

Gianpietro Ghidini racconterà la propria storia e quella di suo figlio Emanuele ai genitori ed ai ragazzi dell’oratorio San Filippo Neri e di quanti vorranno assistere alla testimonianza di vita di questo papà che ha saputo sopravvivere al dolore per la tragica perdita di un figlio cercando e intraprendendo la via dell’aiuto verso il prossimo. L’appuntamento è al Cinema Teatro Manzoni

BUSTO ARSIZIO

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Questa sera, giovedì 10 ottobre, alle ore 20.30, Gianpietro Ghidini racconterà la propria storia e quella di suo figlio Emanuele ai genitori ed ai ragazzi dell’oratorio San Filippo Neri e di quanti vorranno assistere alla testimonianza di vita di questo papà che ha saputo sopravvivere al dolore per la tragica perdita di un figlio cercando e intraprendendo la via dell’aiuto verso il prossimo. L’appuntamento è al Cinema Teatro Manzoni di via Calatafimi 5. L’incontro è aperto a tutti ed è ad ingresso libero.

La sera del 24 novembre del 2013, Emanuele, un ragazzino di appena 16 anni salutò i suoi genitori e le sue sorelle e andò a una cena con degli amici più grandi. Con la leggerezza della sua età accettò di provare un “francobollo”, un acido, che qualcuno di questi amici più grandi gli offrì: “Cosa vuoi mai che succeda, lo fanno tutti”, avrà pensato mentre se lo appoggiava sulla lingua. Successe la fine del mondo, il suo mondo. Perché, come a volte succede, quell’acido lo traghettò nell’angoscia più nera: erano le due di notte quando Emanuele guardando il Chiese, un fiume che passa vicino a casa sua a Gavardo (nel Bresciano) si buttò in acqua, esattamente nello stesso punto dove una decina di anni prima, accompagnato dal suo papà, aveva liberato un pesciolino rosso.

Il corpo di Emanuele fu trovato alcune ore dopo a duecento metri da dove lui e il suo pesciolino si erano tuffati, trovando entrambi lo stesso destino di morte (il pesciolino fu infatti inghiottito da un’anatra sotto gli occhi sgomenti del bambino e quelli più divertiti del suo papà). E proprio questo papà, Gianpietro Ghidini, ha trovato in quella fine senza senso il senso della sua vita. A pochi giorni di distanza dalla morte di Emanuele ha infatti creato una fondazione che si impegna a tenere i ragazzi lontano dalla droga.

Pesciolino rosso” è il nome di questa fondazione, che conta migliaia di like su Facebook e che in tante iniziative per i ragazzi li aiuta a conoscere e a diffondere la cultura del rispetto della vita.

“Pochi giorni dopo la morte di mio figlio – racconta Gianpietro nei suoi incontri in tutta Italia, ormai arrivati a più di 1.000 – sognai di trovarlo nudo in fondo al mare e di salvarlo riportandolo in superficie: fu un’illuminazione. Capii che, seppure il dolore della perdita di Ema mi avrebbe accompagnato per sempre, sarei riuscito a dare un senso a quello che era successo a lui impegnandomi a fare in modo che non succedesse ad altri ragazzi. Così ho creato la fondazione per Emanuele, così ho scritto il libro “Lasciami Volare” pensato per padri e figli che fanno fatica a parlarsi. Così sono andato in televisione a parlare di Emanuele e di quella sciocchezza che gli è costata la vita, così vado nelle scuole, ovunque mi chiamino a parlare della storia di mio figlio. Così ho coinvolto due ragazzi a fare il giro d’Italia in bici, con me. Perché pedalando, faticando, guardando la meraviglia della natura, non ci si pensa alla droga, ci si salva la vita”.

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