PRIMA PARTE
La storia di Ezio Crespi

Copio pedissequamente. "Analisi di un personaggio cittadino di rilievo: EZIO CRESPI detto CINELLA". Il lavoro è del 1992 ed è eseguito dagli alunni della Scuola Elementare Beata Giuliana di Busto Arsizio

Gianluigi Marcora

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Copio pedissequamente. “Analisi di un personaggio cittadino di rilievo: EZIO CRESPI detto CINELLA“. Il lavoro è del 1992 ed è eseguito dagli alunni della Scuola Elementare Beata Giuliana di Busto Arsizio. Ne citerò i nomi, a pubblicazione totale avvenuta. Lo dico subito, una “puntata” non basta per raccontare le gesta di un eroe a cui è stata intitolata la Scuola, la mia scuola che ho frequentato (a conti fatti) dal 1952 al 1956 (visto che quest’anno compirò 74 anni).

“La Scuola Elementare di via Luigi Maino a Busto Arsizio è dedicata a Ezio Crespi – chi era? – Ricostruiamo la sua vita attraverso alcuni documenti e le testimonianze della sorella, di Don Giuseppe Ravazzani e del Signor Pompeo Mancarella” – ecco una breve cronistoria:

“Ezio Crespi nasce a Busto Arsizio il 1° gennaio 1925 zona “cenq ponti”; casa a ridosso della ferrovia. Quarto di sette fratelli; i primi due deceduti in tenera età. Era scuro di carnagione. La madre, donna molto pia, ogni mattina era alla “messa prima”. Inculcò nei figli un profondo senso religioso. Ezio trascorse la fanciullezza tra casa, chiesa e oratorio. Dopo la Prima Commerciale fu assunto alla “Olivetti” che gli fece frequentare un corso operativo a Ivrea. Allegro, sorriso sincero su un volto buono. Poco ciarliero, ma sempre un parlare franco, leale. A vederlo così semplice e severo, seppur sorridente, non pareva fosse il buon amico che poi si rivelava frequentandolo (GHER su Corriere Prealpino del 16 maggio 1945).

Anche don Giuseppe Ravazzani (a quel tempo Assistente presso l’Oratorio maschile San Luigi e Cappellano di tutte le Brigate partigiane della divisione Alto Milanese) lo ricorda quale ragazzo di buon carattere profondamente religioso. Con ciò, da ragazzo esuberante commetteva (come tutti) le sue marachelle. La sorella ricorda che spesso, la domenica, quando giocava in casa la Pro Patria, Ezio marinava l’Oratorio e andava allo stadio. Conseguenze: spiata del fratello maggiore Cesarino e la … tirata d’orecchi di don Giuseppe a cui facevano seguito le rampogne di mamma Pina che riteneva il fatto un ….grave peccato.”

Racconta poi la sorella maggiore di Ezio, la signora Luigia:

“Era il 19 dicembre 1943 c’era il coprifuoco ed era obbligatorio rientrare a casa entro le ore 22 – Ezio era all’Oratorio San Luigi per allestire il presepio. La mamma gli aveva raccomandato di rincasare per tempo. Ezio la assicurò che se avesse fatto tardi si sarebbe fermato a dormire in Oratorio per non incorrere nelle angheria della Pattuglia in perlustrazione.

Alle 21.30 Ezio esce dall’Oratorio e alle 21.45 era a pochi metri da casa, Località Cinque Ponti. Lo ferma la pattuglia e lo interrogano. A nulla valsero le sue spiegazioni. Ezio è condotto in caserma e trattenuto sotto l’accusa di “renitenza alla Leva”. Dice sempre la signora Luigia “Quella sera, la vita di mio fratello cambiò radicalmente”. A casa, mamma non si dette pensiero. Sapeva che Ezio avrebbe dormito in Oratorio. Il babbo, però non riuscì a prendere sonno e già alle 6 del mattino era da don Giuseppe. Non trovandolo presente, il babbo andò al Comando fascista. Ezio era presente, in attesa di essere inviato al Distretto Militare di Varese.”

Un sospiro, poi “quando il treno passa davanti a casa, affacciati al finestrino, fatti vedere da mamma” gli dice il babbo. Così fece, Ezio rimase tre giorni a Varese, poi incorporato in un Reparto di Bersaglieri e inviato a La Spezia dove rimase tre mesi. Da lì, trasferimento a Tortona. Una notte, durante un bombardamento, una scheggia gli buca l’elmetto e lo ferisce. Non voleva morire per un ideale che non condivideva. Durante una licenza confidò a don Giuseppe di disertare e il prete cercò di dissuaderlo, per non incorrere in una cattura che voleva dire ….fucilazione. “Pensa alla famiglia” che aveva già patito la scomparsa del fratello Cesarino”.

1 – CONTINUA

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