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La tecnologia dell’acqua che crede nel futuro

“Non esiste l’azienda se non ci sono le persone”, dice con assoluta convinzione Roberto Baratelli, 51 anni, managing director di Asset Srl del BRITA Group

Luciano Landoni

ARSAGO SEPRIO

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“Non esiste l’azienda se non ci sono le persone”, dice con assoluta convinzione Roberto Baratelli, 51 anni, managing director di Asset Srl del BRITA Group, dalla sede produttiva (da poco inaugurata) di Arsago Seprio.

“L’azienda è stata fondata quindici anni fa da due imprenditori liguri ad Altare, nell’entroterra savonese. Nel 2014 è stata acquisita dalla multinazionale tedesca BRITA e nell’ambito del piano di sviluppo è stato deciso di trasferire la produzione qui, ad Arsago Seprio”.

Il core business della controllata BRITA è la produzione di water dispenser (erogatori d’acqua): una nicchia di mercato in cui la multinazionale tedesca è leader a livello mondiale.

Perché è stata scelta la collocazione dello stabilimento proprio in quel di Arsago?
“Si doveva decidere fra l’Italia e la Germania e il nostro Paese ha vinto il … derby. In Italia ci sono due distretti dell’elettrodomestico: a Milano e a Varese. E’ stata scelta la provincia di Varese e più specificamente Arsago Seprio per la qualità delle competenze professionali presenti sul territorio, per la vicinanza con l’aeroporto di Malpensa e anche per la prossimità con i nostri principali fornitori”.

Asset Srl occupa 69 persone e può contare su 4 linee produttive ultra moderne.

 “La nostra casa madre – spiega Roberto Baratelli – ha investito 2,5 milioni di euro per questo insediamento produttivo dimostrando nei fatti di credere nel futuro”.

Qual è il vostro fatturato annuo?
“Entro un triennio prevediamo di fatturare oltre 15 milioni di euro, forse 18. Partiamo da una base di 7 milioni. E’ ovvio che anche l’occupazione crescerà: da qui a tre anni siamo convinti di riuscire ad impiegare almeno 100 persone”.

Quali sono le basi di questa convinzione?
“La filtrazione dell’acqua rappresenta sin dalle origini (1966) la mission industriale del Gruppo BRITA. L’evoluzione si chiama water dispenser: sia per le abitazioni private che per gli alberghi, i ristoranti, le aziende. Asset si prefigge di diventare l’unico fornitore per l’intero Gruppo che è presente in 70 Paesi nel mondo, oltre ovviamente a puntare al resto della clientela. Noi ci siamo posti l’obiettivo di cambiare le abitudini dei consumatori in merito alla gestione dell’acqua intesa come risorsa primaria per la vita di tutti i giorni: l’acqua si beve, si usa per cucinare, eccetera. Comperare le bottiglie in plastica comporta tutta una serie di problemi dal punto di vista della sostenibilità. Ecco perché la realizzazione di erogatori d’acqua come area di business strategica è tra i driver del futuro di BRITA. Pensiamo ai gravi problemi causati dai rifiuti plastici negli oceani e al massiccio impatto della CO2 sul clima: conseguenze spesso generate da logistiche e trasporti non necessari”.

Parliamo di occupazione: che ruolo avranno i giovani nell’ambito del vostro piano di espansione?
“Molto importante. Già ora l’età media dei nostri dipendenti è parecchio bassa. Qui si svolgono operazioni di montaggio e saldatura, fra le figure professionali di cui abbiamo bisogno (e che facciamo fatica a trovare) ci sono proprio i saldatori. Anche gli assemblatori delle diverse componenti dei nostri prodotti (un insieme di idraulica, refrigerazione ed elettronica) rivestono una significativa importanza, soprattutto in rapporto alla estrema rilevanza delle problematiche legate all’igiene, considerato il fatto che l’acqua viene bevuta. In merito alle questioni gestionali, puntiamo sugli ingegneri specializzati in lean production. Una delle caratteristiche professionali/attitudinali strategiche è senz’altro la capacità di lavorare in team”.

Quale “consiglio” si sente di dare a un neo diplomato o a un neo laureato?
“Mantenere sempre tanta voglia di imparare, insieme al desiderio di dare il proprio personale contributo. Sentirsi parte di una squadra. Non smettere mai di ‘produrre’ idee mediante le quali favorire la crescita dell’azienda nella quale si lavora. L’ho detto e lo ripeto perché ci credo veramente: non esiste l’azienda se non ci sono le persone!”.

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