Rete Antiviolenza
La violenza di genere può essere combattuta con la sensibilizzazione e l’educazione

Gli amministratori e i tecnici dell’ambito di Castellanza hanno incontrato negli scorsi giorni i referenti della Rete Antiviolenza Interistituzionale di Varese, per fare il punto sulle azioni promosse e per favorire una più ampia consapevolezza rispetto al lavoro della Rete

Loretta Girola

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Gli amministratori e i tecnici dell’ambito di Castellanza hanno incontrato negli scorsi giorni i referenti della Rete Antiviolenza Interistituzionale di Varese, per fare il punto sulle azioni promosse e per favorire una più ampia consapevolezza rispetto al lavoro della Rete.

L’incontro, svoltosi presso la sala consiliare del comune di Marnate, ha visto la presenza dell’Assessore alle pari opportunità del comune di Varese, che è capofila della Rete, Rossella Dimaggio, e di Alessandra Airoldi e Adelaide Caraci, dipendenti del comune di Varese.

L’obiettivo è stato quello di favorire una più ampia conoscenza e consapevolezza dei territori rispetto alle azioni promosse e sostenute dalla Rete, e di valorizzare le esperienze realizzate negli ultimi anni nella zona.

Ha partecipato anche il Sindaco Mirella Cerini, in qualità di presidente dell’assemblea dei sindaci dell’ambito di Castellanza e dell’Azienda Consortile, insieme agli assessori e ai tecnici dei comuni dell’ambito.

Erano presenti, inoltre, le volontarie del Centro Icore, centro antiviolenza che è il riferimento per l’ambito di Castellanza, con sede a Gorla Maggiore, la cui presidente, Luciana Lucietto, a nome di tutti i centri antiviolenza della provincia, ha presentato le attività svolte.

La Rete Interistituzionale Territoriale di Varese, infatti, svolge attività di prevenzione ed emersione del fenomeno, accoglienza, sostegno, protezione e accompagnamento all’autonomia per le donne vittime di violenza. Sono 28 le realtà che lavorano in sinergia, e tra queste ci sono 115 comuni della provincia di Varese, sette ambiti distrettuali, la Prefettura, la Questura e le forze dell’ordine, la Provincia, gli enti della realtà istituzionale socio-sanitaria, i sindacati, l’Ufficio scolastico Territoriale, i centri antiviolenza e le associazioni di volontariato.

In cinque anni la Rete ha avviato numerosi progetti volti a tutelare la donna e a sostenere ogni vittima di violenza, e numerosi sono stati i servizi offerti, tra cui l’ospitalità, anche con presa in carico di minori, il pronto intervento, e strutture di accoglienza, prevenzione e contrasto; i fondi ricevuti ammontano a oltre 800mila euro, e questo ha permesso alla Rete di crescere, farsi conoscere e essere aiuto concreto su tutto il territorio.

I dati, infatti, dimostrano che la violenza di genere può colpire qualsiasi famiglia, è trasversale, e quindi occorre essere presenti e vigili sul territorio, pronti a cogliere con delicatezza qualsiasi segnale di rischio. Più di una donna al giorno si rivolge ai centri antiviolenza del Varesotto per denunciare fenomeni di maltrattamento; una cifra notevole che evidenzia, solo parzialmente, un fenomeno ancora troppo sommerso, e che può essere combattuto anche con la sensibilizzazione e l’educazione, a partire dai più giovani.

L’ambito di Castellanza e l’Azienda Consortile Medio Olona sostengono, promuovono e collaborano fattivamente all’interno della Rete Antiviolenza, nella convinzione che la cultura e la pratica della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere, per produrre azioni che incidano concretamente nella soluzione del problema, debbano radicarsi sul territorio e contare sul contributo delle istituzioni, della società civile e di ogni singolo cittadino.

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