Il funerale di Bruno Gulotta, vittima dell’attentato terroristico di Barcellona
“La vita non si toglie, la vita si dona”

La compagna Martina, la mamma Maria Rosa, il papà Umberto, i figli di Bruno sono stati circondati dal commosso affetto di parenti, conoscenti e di chi ha preso parte alla cerimonia religiosa per riaffermare i valori della solidarietà e della vicinanza umana

Luciano Landoni

legnano

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Sono state tante le persone che hanno partecipato alla messa funebre celebrata nella Basilica di San Magno a Legnano in ricordo di Bruno Gulotta, una delle 14 vittime dell’attentato terroristico dello scorso 17 agosto a Barcellona. Tutte accomunate dal dolore e dalla solidale vicinanza alla famiglia del giovane assassinato dai carnefici del Califfato islamico.

La compagna Martina, la mamma Maria Rosa, il papà Umberto, i figli di Bruno sono stati circondati dal commosso affetto di parenti, conoscenti e di chi ha preso parte alla cerimonia religiosa per riaffermare i valori della solidarietà e della vicinanza umana.

La messa è stata concelebrata dal Vescovo Franco Agnesi (nato a Legnano), dal Prevosto di Legnano Monsignor Angelo Cairati e dal Decano della città, Don Fabio Viscardi.

Fra le numerose autorità presenti, il ministro Maurizio Martina, il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni e il sindaco di Legnano Gianbattista Fratus.

Il feretro di Bruno, avvolto dalla bandiera tricolore, dopo aver lasciato la camera ardente allestita nel municipio di Legnano, è stato trasportato nella navata della chiesa di San Magno.

“Parafrasando il Vangelo, possiamo dire che la vita non si toglie. La vita si dona!”, ha scandito Monsignor Angelo Cairati pronunciando l’omelia funebre.

“La nostra prima parola – ha aggiunto subito dopo – è di ferma e decisa condanna senza se e senza ma nei confronti di ogni tipo di violenza. Soprattutto se perpetrata in nome di Dio!”.

“Si tratta di una cosa gravissima – ha sostenuto con fermezza il Monsignore – che non può e non deve avere seguito. Abbiamo davanti a noi un compito di tipo educativo. Noi dobbiamo (ri)educare le giovani generazioni ai valori della solidarietà, della legalità, della democrazia. Se perdiamo l’umanità perdiamo tutto!”.

Alla condanna e all’indicazione della via da seguire, il prelato ha fatto seguire un messaggio intriso di speranza: “C’è ancora tanta brava gente. Il mondo è ancora un bel posto. Dobbiamo difenderlo! Promuovendo la cultura e arginando la diffusione del male”.

Soffermandosi sulla figura di Bruno Gulotta, Monsignor Cairati ne ha sottolineato la grande carica umana e, attingendo a quanto riferitogli dai familiari e dagli amici del giovane, l’ancora più grande attaccamento alla famiglia.

“Si tratta di una cosa bellissima. Quando quell’uomo malvagio l’ha travolto, Bruno ha salvato il suo bambino. Non c’è amore più grande di quello che ti fa donare la tua vita per salvarne un’altra!”.

L’umanità, l’amore, la solidarietà contro la barbarie dell’odio cieco e crudele dei terroristi islamici.

Addio Bruno, che la terra ti sia lieve.

 

Per chi volesse effettuare una donazione alla famiglia di Bruno Gulotta l’Iban è il seguente: IT41YO558420211000000024155 – intestato a Roberto Buonanno BPM

Copyright @2017

LEGGI ANCHE