Colmec Spa
Il laboratorio 4.0 della gomma

La Colmec è stata fondata da Giannino Colombo a Busto nel 1973. In 45 anni di storia industriale l’impresa, specializzata nella progettazione e costruzione di macchinari per la lavorazione della gomma e delle materie plastiche, di strada ne ha fatta tanta

Luciano Landoni

BUSTO ARSIZIO

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La Colmec è stata fondata da Giannino Colombo a Busto Arsizio nel 1973.

In 45 anni di storia industriale l’impresa bustocca, specializzata nella progettazione e costruzione di macchinari per la lavorazione della gomma e delle materie plastiche, di strada ne ha fatta tanta.

In Italia e nel mondo.

“Sì, devo dire – precisa l’Ingegner Ubaldo Colombo, classe 1957, figlio del fondatore e presidente di Colmec Spa – che ci siamo dati parecchio da fare e naturalmente continuiamo a farlo”.

Il Gruppo, infatti, oltre agli stabilimenti di Busto Arsizio, zona industriale (Colmec Spa, Centro Ricerche e Sviluppo, Trb), comprende la Tima di Sant’Agata in provincia di Ravenna, la Colmec Stati Uniti (a Trambull nel Connecticut) e la Nti a Raygon, in Thailandia (operativa dal 1996).

Un fatturato complessivo di oltre 35 milioni di euro all’anno, più di 170 persone occupate (un centinaio in Italia) e, fattore di importanza strategica, l’orgoglio e la consapevolezza della continuità aziendale.

Sì, perché accanto a Ubaldo Colombo dal 2011 lavora già la 3° generazione imprenditoriale: il primogenito Giovanni, 30 anni, ingegnere meccanico e direttore commerciale, e, dal gennaio 2016, anche il secondogenito Marco, 27 anni, anch’egli laureato in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Milano e project manager.

“Lavorare con i miei figli – spiega il presidente della Colmec Spa – è gratificante come padre e stimolante come imprenditore: le loro idee nuove e il loro entusiasmo giovanile rappresentano un autentico valore aggiunto per tutta la squadra aziendale. Inoltre – aggiunge con comprensibile soddisfazione –, il terzo figlio, Riccardo, diciottenne, sta frequentando il Liceo Scientifico e ha già espresso il desiderio di iscriversi a Ingegneria Gestionale”.

Insomma, una piccola-grande multinazionale familiare proiettata verso il futuro.

“Fra esportazioni dirette e indirette l’incidenza totale sul fatturato raggiunge il 90% – interviene Giovanni Colombo – e tende a crescere ancora”.

“Una delle nostre caratteristiche principali – gli fa eco il fratello Marco – è la grande flessibilità operativa che ci permette di reagire con immediatezza alle sollecitazioni provenienti dal mercato”.

Siete qui per scelta personale, oppure per rispettare la tradizione di famiglia?

“Ho deciso di lavorare nell’azienda fondata dal nonno perché voglio imprimerle un’accelerazione costante, seguendo l’esempio di mio padre. Siamo diventati un esempio a livello mondiale in fatto di qualità e di innovazione. Ce la metterò tutta per dare il mio contributo affinché sia mantenuta, e possibilmente accresciuta, questa leadership internazionale”, risponde d’un fiato Giovanni Colombo.

“La differenza sono convinto la facciano gli investimenti in ricerca e sviluppo e il rapporto di collaborazione stretta con il cliente che, per quanto ci riguarda, è un vero e proprio partner di lavoro. Sono queste le aree nelle quale mi impegnerò al massimo”, aggiunge il fratello Marco.

Una delle critiche che vengono mosse di frequente al modello di sviluppo “made in Italy”, incentrato prevalentemente sulle piccole industrie, è che, proprio a causa delle dimensioni ridotte delle imprese, le risorse destinate all’innovazione di processo e di prodotto siano scarse e conseguentemente inefficaci.

“Non è proprio il nostro caso. Ogni anno Colmec Spa investe mediamente un milione di euro in ricerca e innovazione e, a riprova, proprio di recente – osserva Ubaldo Colombo – abbiamo depositato il brevetto internazionale di una nuovissima macchina per la mescola in automatico della gomma. Il nostro laboratorio di ricerca è sempre a disposizione dei clienti per testare i macchinari e per individuare soluzioni nuove. Stiamo inoltre collaborando con il settore dell’auto che è in profonda trasformazione in rapporto alla sostituzione dei motori termici con quelli elettrici e ai conseguenti cambiamenti che ne deriveranno in merito a tutta la componentistica più strettamente connessa al mondo della gomma. Da un certo punto di vista – sottolinea Ubaldo Colombo -, potremmo addirittura dire che tutta la Colmec Spa è un grande laboratorio tecnico di ricerca applicata per ‘progettare’ e ‘scoprire’ il mondo”.

Vi dico Industria 4.0 e voi cosa mi rispondete?

“Che si deve investire perché è giusto farlo per la crescita aziendale e non solo perché è conveniente farlo in rapporto alle incentivazioni legislative”, replicano all’unisono i fratelli Giovanni e Marco alludendo al super e all’iper ammortamento previsti dal piano Industria 4.0 del ministro dello Sviluppo Carlo Calenda.

“Condivido in pieno quello che hanno detto i miei figli. Noi, già prima del 1996, – rileva Ubaldo Colombo – abbiamo provveduto a rinnovare integralmente il nostro parco macchine e l’abbiamo fatto e lo stiamo facendo seguendo fino in fondo i dettami della cosiddetta manifattura intelligente: digitalizzazione, raccolta dei dati, ‘dialogo’ fra le macchine stesse, tele service, ecc. Abbiamo appena ottenuto la doppia certificazione, 14001 e 18001, per la sicurezza e il rispetto ambientale”.

Parliamo un po’ di occupazione …

“Da tre anni abbiamo sviluppato un rapporto di stretta collaborazione con l’IsisAndrea Ponti’ di Gallarate incentrato sull’alternanza scuola-lavoro. Abbiamo assunto 4/5 giovani in questi ultimi tempi. Il ‘capitale umano’ – affermano Ubaldo Colombo e i suoi figli – è il vero valore aggiunto per l’azienda. Da noi c’è un grande senso di appartenenza e l’orgoglio del proprio lavoro”.

Qual è il fattore (ri)scatenante, a livello di sistema Paese, mediante il quale innescare una ripresa veramente degna di questo nome?

“L’unitarietà d’intenti! Quello che continua a mancare è un vero ‘gioco di squadra’”, sentenzia Ubaldo Colombo.

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