Romano e Simone Delega premiati al concorso di Poesia “Corrado Giachino”
Quando l’allievo supera il maestro…

Padre e figlio, Romano e Simone Delega, sono arrivati ottavo e settimo al concorso nazionale di poesia e narrativa “Memorial Corrado Giachino”. L’importante manifestazione letteraria, di respiro nazionale, è giunta alla sesta edizione ed è organizzata dalle Associazioni “Asvap 4”, Il Clan Destino e Auser Saronno, con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Saronno...

BUSTO ARSIZIO

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Quando l’allievo supera il maestro. Ovviamente con grande soddisfazione del secondo. Padre e figlio, Romano e Simone Delega, sono arrivati ottavo e settimo al concorso nazionale di poesia e narrativa “Memorial Corrado Giachino”. L’importante manifestazione letteraria, di respiro nazionale, è giunta alla sesta edizione ed è organizzata dalle Associazioni “Asvap 4”, Il Clan Destino e Auser Saronno, con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Saronno.

Nella sezione poesia a tema “Una meta memorabile”, Simone Delega (l’allievo) si è classificato al settimo posto con il componimento “Pini Marittimi di collina: Varazze”.

 

Tante volte mi avete fatto equanime compagnia

nella mia metodica corsa giornaliera

come un metronomo per me era una fiera.

Pini marittimi che abitate le colline di Varazze

ad ogni sorgere del sole

vedete l’oro scorrere sul mare

risvegli di gabbiani e barche al largo veleggiare.

Udite suoni di sirene di navi che vanno via,

richiami di felini sbizzarriti di allegria.

Quando il sole incandescente

manda bagliori e confonde l’orizzonte

per respirar la brezza chinate un po’ la fronte.

Vedete il fuoco del tramonto

incendiare il vellutato cielo

nelle ore sonnecchianti della sera

e sotto il saliscendi delle onde in movimento

che vanno ad annullarsi sulla rena

quivi un fievole sciabordio frena.

Nel buio della notte

vedete il solco di luce tremolante

che la luna traccia col suo raggio sul mare.

Mentre in silenzio ascoltate

le preghiere dei pescatori

che per casa hanno le lampare.

Pini marittimi che dall’alto dominate

affondando le radici nelle zone erbose

come vegliardi vanitosi

vi agghindate di nuvole

fiorite di mimose

simili alle spose.

Varazze, adorni per la tua trascendente grazia

i nostri occhi che non sanno.

 

All’ottavo posto il papà (il “gran maestro”), Romano Delega, con la poesia: Gino Bartali: “L’eroe”

 

Toscano d’origine immarcescibile grande campione del ciclismo

storico fu l’agone sportivo con l’altro grande del tempo.

Inoltre Gino Bartali fu il portentoso, umile

e silenzioso eroe, salvò la vita a ottocento ebrei

nell’ultima guerra del 1942-1945.

Mettendo delle false identità nelle tubature della bicicletta

e facendo tutti i giorni centinaia e centinaia di chilometri.

Rischiando anche sotto le bombe, perché

la guerra tutto distrugge: oggetti che rimanevano

vicini agli assassini del tempo che Lui visse

vergognoso per la crudele morte

degli altri che non vissero.

A volte restava accovacciato

tanto pesava sulla schiena e sulle gambe

la ripetizione del castigo.

Quanto costò a tutti gli onesti

apprendere che morivano moltitudine di giovani;

e portare addosso i rimorsi

dell’inutile criminale:

perché dopo la crudeltà

e anche dopo la vendetta,

forse non fummo innocenti,

perché continuammo a vivere

quando uccidevano gli altri.

Forse rubammo la vita

ai nostri fratelli migliori.

Non Gino che salvò la vita a tanti esseri umani del tutto innocenti

in assoluto silenzio senza neanche conoscere quei nazisti violenti!

Il latore non sapeva quei celati documenti arrivassero quali genti?

Medaglia d’oro al merito civile nel 2005. Cavaliere e Grand’Ufficiale.

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