CASO DE AMICIS
L’appello del Popolo della Famiglia: “Scuole più sicure”

Il Popolo della Famiglia riporta la testimonianza di una maestra che ha assistito al crollo alle scuole De Amicis. Poi l’appello al Comune e alle associazioni

BUSTO ARSIZIO

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Il Popolo della Famiglia, tramite il portavoce Emanuele Fiore, riporta la testimonianza di una maestra che ha assistito al crollo alle scuole De Amicis. Poi l’appello al Comune e alle associazioni.

Mercoledì 18 aprile: un giorno come tanti altri. Genitori che lavorano, altri in altre faccende affaccendati, ma TUTTI ugualmente tranquilli perché sanno che i loro figli sono al sicuro nelle loro aule scolastiche, accuditi dalle loro maestre e dal personale scolastico. Ma ecco che improvvisamente quella giornata sta per trasformarsi in un incubo.

Riportiamo di seguito un estratto da una mail che ci è pervenuta da una maestra delle scuole Bossi-De Amicis che desidera restare anonima.

Alle 16,00 un boato avvisa che sta succedendo qualcosa di terribile e quella che era partita come una giornata di “ordinaria tranquillità” si trasforma in terrore. Parte del controsoffitto in legno di un’aula delle scuole De Amicis di Busto Arsizio sta crollando ferendo lievemente tre bambine colpite alla testa: un miracolo che non sia andata molto peggio! Immediatamente le maestre applicano il piano di evacuazione. Gli zaini, i libri e tutto il materiale scolastico vengono abbandonati: priorità mettere in salvo i bambini come fossero loro figli! Le maestre controllano se i loro alunni, ancora incoscienti della gravità di quanto sta accadendo, siano tutti presenti. Mentre i banchi si riempiono di macerie, le maestre stringono a sé i bambini più piccoli ed i più spaventati.

Ecco che quella giornata di “ordinaria tranquillità” (per riprendere la definizione della maestra) per le famiglie di quei bambini si trasforma in angoscia! Costretti a lasciano di corsa il posto di lavoro o le faccende in cui erano impegnati per affrettarsi a raggiungere la scuola ansiosi di riabbracciare i loro bimbi: quella stessa scuola dove li avevano lasciati al mattino ed in cui credevano fossero al sicuro.

E’ letteralmente “andata bene!” però … e di però ce ne sono tanti (soldi messi a bilancio ma non spesi, bandi a cui non ci si iscrive, fondi che vengono destinati ai comuni meno virtuosi, e così via) e andranno chiariti nelle sedi competenti. A noi non interessano le polemiche, a noi del POPOLO DELLA FAMIGLIA interessa il BENE dei nostri figli e delle nostre famiglie. Le nostre famiglie non meritano di dover continuamente essere vittime delle inefficienze e mancanze di un “Servizio pubblico” sempre meno presente e attento alle loro esigenze. La scuola è una seconda casa a cui affidiamo i nostri figli per svolgere il suo ruolo fondamentale di collaborazione educativa e formativa per la loro crescita e quel luogo DEVE fornire tutte le stesse garanzie di sicurezza, se non di più, delle nostre case soggette al rispetto di un numero indefinito di leggi sulla sicurezza che NOI DOBBIAMO RISPETTARE PAGANDO! Purtroppo, quelle stesse regole, per loro “valgono meno” perché è l’intero sistema della pubblica istruzione che andrebbe riformato e che ormai non regge più mostrando tutte le sue pecche! Edifici scolastici troppo vecchi, in molti casi si tratta di edifici “storici”, che  ormai sono in condizioni di manutenzione davvero al limite dell’agibilità (in città abbiamo diverse di queste situazioni) e  dovrebbero essere quindi oggetto di una serie di revisioni e collaudi di strutture, impianti e barriere architettoniche (queste sconosciute!) che comporterebbero spese enormi. Invece le risorse a disposizione per le scuole sono sempre meno e quelle poche, essendo insufficienti, si cerca di usarle per mettere in ordine più cose possibile; così ecco che quei pochi interventi (gli indispensabili, diremmo), vengono eseguiti secondo il criterio del prezzo più basso non assicurando adeguati standard di qualità e sicurezza. In molte scuole mancano i fondi necessari addirittura per il materiale scolastico e le nostre famiglie si sono sempre rese disponibili ad autotassarsi per sopperire a tali gravi mancanze. Sulla sicurezza e sull’incolumità dei nostri figli e delle nostre famiglie non si può scherzare!

Chiudiamo con un APPELLO all’amministrazione ed alle numerose associazioni cittadine.

Dopo lo scampato pericolo, numerose famiglie, in particolare quelle che non hanno a disposizione l’aiuto di nonni e parenti, si troveranno a dover affrontare un’altra difficoltà: dove lasciare i bambini nell’attesa che le scuole riaprano? Ci auguriamo che venga attivata immediatamente una rete di strutture in grado di fornire adeguato supporto a queste situazioni.

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