BENEDIZIONE NATALIZIA IN MUNICIPIO
L’appello di monsignor Pagani agli amministratori: “Andare d’accordo per il bene della città”

Il prevosto ha impartito la benedizione ad amministratori e dipendenti. Con un auspicio: “Guardare più al tutto che alle singole parti, senza esasperare le divisioni”

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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“Ci sono alcuni temi legati all’amministrazione di una città su cui non è difficile trovare un accordo. Progetti chiari e visibili per i quali non è necessario esasperare le divisioni. Sarebbe una dimostrazione di buona amministrazione”.
Sono le parole di monsignor Severino Pagani, che giovedì mattina ha impartito la benedizione natalizia ad amministratori e dipendenti comunali.
“Vi ringrazio a nome di tutta la comunità cristiana di Busto”, ha detto ai lavoratori di Palazzo Gilardoni, mentre l’appello rivolto alla politica è stato di “guardare al tutto anziché alle singole parti”.

La benedizione natalizia è stata l’occasione per il sindaco Emanuele Antonelli, affiancato da una parte della sua giunta, per ringraziare chi lavora per la città: “Sui giornali appaiono lamentele o critiche, ma nel mio cassetto custodisco anche tante lettere di ringraziamento da parte dei cittadini – ha affermato –. E anche noi amministratori apprezziamo tantissimo il lavoro che svolgete quotidianamente col massimo impegno”.

“Come prevosto e concittadino, questo è un incontro fondamentale – ha spiegato monsignor Pagani –. Il cristiano è un cittadino del mondo e il suo impegno è lavorare per il bene comune. E per promuovere il bene comune occorre avere rispetto per le istituzioni. Qui questo rispetto esiste ed è reciproco”.

Il prevosto ha attribuito al momento della benedizione in municipio il significato di “custodire la riconoscenza come tesoro prezioso”: “Avvertire i disagi è normale, ma bisogna capire che c’è tanta gente che lavora per noi. Il vostro ruolo ha un’importanza sociale – ha detto ai dipendenti riuniti in sala consiliare, insieme a qualche consigliere comunale –. Vi ringrazio a nome di tutta la comunità cristiana di Busto”.
“Questa benedizione vuole anche promuovere una responsabilità – ha aggiunto –. Dall’alto al basso, da destra a sinistra, occorre riscoprire un’etica del lavoro che ci faccia dire ‘io sto servendo la gente della mia città’, collaborando per alleviare un po’ il disagio in cui viviamo”.

Poi l’appello rivolto al mondo politico. “Amministrare una città è qualcosa di più alto della politica. Amministrando una città è più semplice trovare accordi rispetto a un progetto politico nazionale o internazionale. Ci sono cose di Busto su cui si può andare d’accordo senza usare le dinamiche locali per esasperare le divisioni. Non si deve dire necessariamente il contrario di chi è dall’altra parte. Alcune cose sono così evidenti che non è difficile trovare accordi. Su alcuni aspetti, in una città come Busto, spinti dalla realtà si può essere d’accordo. Non per livellare tutto; sarebbe bello però trovare una, due, tre cose a Busto su cui essere tutti d’accordo. Progetti chiari, visibili, verificabili. Il mio auspicio consiste nel guardare più al tutto che alle singole parti. Il tombino va aggiustato sia che lo si guardi da destra che da sinistra. Darebbe l’idea che nessuno è qui per litigare ma per collaborare e vivere in pace”.

Prima della benedizione e della lettura di una poesia natalizia scritta dal dipendente del settore servizi sociali Marco Marelli, monsignor Pagani ha espresso un ultimo auspicio: “Sarebbe bello impegnarsi per favorire la formazione politica dei giovani, inventando una scuola comune rivolta proprio a chi potrebbe essere tentato dal fare a meno della politica”.

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