LA FINESTRA SUL MONDO
L’appuntamento con il futuro avverrà il prossimo 23 novembre

Luciano Landoni

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A beneficio dei miei 24 lettori (rispettosamente e doverosamente uno in meno rispetto ai 25 del Manzoni), ci tengo a sottolineare l’importanza di una data e di un luogo: venerdì 23 novembre, ore 21, Teatro “Sociale” di Busto Arsizio.

Cari amici vicini e lontani, prendete in mano le vostre personali agende e segnatevi giorno, ora e location.

Non potete mancare.

Non potete disertare l’appuntamento con il futuro.

A dispetto dell’effetto slogan, posso assicurare chi mi sta leggendo che non si tratta di un’esagerazione ad effetto.

No, è semplicemente la verità.

Il prossimo 23.11 si svolgerà la cerimonia delle premiazioni del concorso letterario 1000 E … UNA STORIA, 9° edizione.

Da nove anni a questa parte, il terzo venerdì di novembre, i giovani che hanno avuto il coraggio di scommettere su se stessi e sul loro talento vengono premiati.

Il loro valore viene riconosciuto (tangibilmente) e una fetta importante della società civile (l’Italia che lavora e produce, vale a dire gli imprenditori e le loro imprese) li gratifica e li sostiene.

Non a caso, una delle peculiarità di 1000 E … UNA STORIA, sia dalla sua prima edizione, è il forte legame con il tessuto imprenditoriale del territorio: le generose e lungimiranti sponsorizzazioni provenienti da alcune fra le più prestigiose aziende industriali dell’Alto Milanese, e non solo, consentono di premiare e gratificare concretamente l’impegno e l’entusiasmo degli aspiranti scrittori e delle aspiranti scrittrici.

Ho sempre aderito con grande piacere a questa importante manifestazione culturale – spiega un imprenditore che, per discrezione, preferisce non essere citato – perché il suo fulcro è la valorizzazione dei giovani e, di conseguenza, del futuro. La particolare fase socio-economica che stiamo attraversando è fra le più complesse di sempre e la tentazione diffusa è quella di assecondare la conservazione (impossibile) del passato, anche attraverso misure assistenziali tanto costose quanto miopi, piuttosto che la progettazione e la conquista del domani. Un’iniziativa come questa – conclude l’imprenditore – si pone in positiva contro-tendenza, crede nei giovani e vuole premiarli, rappresenta quindi una specie di ‘inno’ al futuro. Ecco perché sono felice di sostenerla!”.

Parole importanti e stimolanti, parole controcorrente dalle quali scaturisce un messaggio di coraggiosa fiducia.

Nonostante tutto e tutti.

Nonostante l’Italia sia sempre di più un Paese “di vecchi” (la tendenza demografica lo certifica inequivocabilmente) e “per vecchi” (le politiche assistenziali della cosiddetta classe politica lo dimostrano incontestabilmente).

E’ certamente più facile blandire la fetta sociale degli anziani (serbatoio di innumerevoli consensi elettorali quasi sicuri) che non incentivare quella dei giovani.

Più facile, sì; ma anche più miope.

Un politico guarda alla prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione”, lo diceva Alcide De Gasperi che idealmente sarà certamente presente alla serata del 23 novembre.

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