L'AMICHEVOLE CHE rischiò DI TRASFORMARSI IN TRAGEDIA
Malore all’arbitro: Renate e Pro Patria multati, dirigenti inibiti

1.000 euro di multa alla Pro Patria, 40 giorni di inibizione al team manager Beppe Gonnella e 30 alla presidentessa Patrizia Testa: ecco le decisioni della Procura Federale in merito all'amichevole dello scorso 2 settembre, sospesa per un malore all'arbitro

Mattia Brazzelli Lualdi

BUSTO ARSIZIO

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Vi ricordate l’amichevole dello scorso 2 settembre fra Renate e Pro Patria che aveva rischiato di trasformarsi in tragedia per un malore occorso all’arbitro 64enne Serafino D’Alessandro, salvato solo dall’intervento provvidenziale del medico sociale biancoblù Massimo Besnati? Ebbene, in merito a quella gara, su cui anche noi avevamo sollevato più di una perplessità suggerendo una riflessione (giocare con la vita a 64 anni. Ma che senso ha?), la Figc, a seguito della comunicazione della Procura Federale, ha inflitto – con patteggiamento – 1.000 euro di multa alla Pro Patria (1.334 euro al Renate, ndr), inibendo per 40 giorni il team manager biancoblù Giuseppe Gonnella (e il dirigente nerazzurro Fabio Mariani) e per 30 giorni la presidentessa Patrizia Testa.

La motivazione? “Per aver organizzato – o non aver impedito di organizzare – una gara a Renate, senza aver richiesto alla Lega Pro l’autorizzazione ufficiale alla disputa della gara, né tantomeno la designazione della terna arbitrale”.

Non per fare polemiche (la vita umana viene prima di tutto…), ma resta più di un mistero sulla vicenda: perché l’impianto sportivo “Mario Riboldi” di Renate era sprovvisto di defibrillatore? Perché in loco non era presente il medico sociale dei brianzoli (provate a pensare cosa sarebbe successo senza l’intervento del dott. Besnati)? E perché il presidente dei nerazzurri Luigi Spreafico non ha subito alcuna sanzione, diversamente da Patrizia Testa?

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