economia, lavoro e giustizia sociale
L’Arcivescovo Mario Delpini alla Liuc: “Il profitto non deve essere un assoluto”

Martedì 14 maggio Monsignor Delpini è stato all’Università Liuc di Castellanza per parlare di economia, lavoro e giustizia sociale, confrontandosi con le autorità accademiche e cittadine “su ciò che è importante per la città degli uomini, nel rispetto delle differenze e nella promozione dell’impegno condiviso”

Loretta Girola

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Martedì 14 maggio Monsignor Delpini è stato all’Università Liuc di Castellanza per parlare di economia, lavoro e giustizia sociale, confrontandosi con le autorità accademiche e cittadine “su ciò che è importante per la città degli uomini, nel rispetto delle differenze e nella promozione dell’impegno condiviso”.

“Al di là delle appartenenze religiose – ha sottolineato l’Arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini – la nostra comune umanità ci chiede di confrontarci su ciò che è importante per la città degli uomini, nel rispetto delle differenze e nella promozione dell’impegno condiviso. Gesù diceva che il denaro e il profitto non possono essere il fine ultimo, ma spesso la società in cui viviamo tende a idolatrare questi aspetti, trasformandoli nel dio da servire e mettendo a rischio la propria vita; il fatto che conquistare un ingente patrimonio basti a colmare la propria vita, infatti, è solo un’illusione, ed è necessario che si diventi pienamente consapevoli del fatto che produttività e patrimonio non sono i valori da mettere al centro per avere una vita che non deluda.

Inoltre tendere ad un profitto sempre più grande è una minaccia al proprio rapporto con l’altro; il prossimo, infatti, diventa una minaccia, perché il patrimonio, una volta condiviso tra molti, diminuisce per ciascuno. Sono i beni spirituali a moltiplicarsi quando vengono condivisi con il prossimo, portando una maggior ricchezza ad ognuno di noi; inoltre, quando il profitto diventa l’assoluto, si tende a spersonalizzare il prossimo. E quando questa ideologia viene assolutizzata, tende a diventare un sistema, nel quale ci si deve integrare se si vuole fare parte del mondo degli affari.

Ciò che compromette la giustizia sociale, dunque, trova le sue radici nell’idolatria che rende come assoluto il profitto e il benessere.

È necessario trovare nuovi percorsi per affrontare una crisi che abbia al suo centro quest’idolatria. E quale luogo migliore di quest’ambito accademico, in cui è possibile fare ricerche e confrontarsi intellettualmente ogni giorno, per capire quali siano le alternative? L’università è il luogo adatto per sfidare l’intelligenza e l’immaginazione per trovare possibili percorsi di resistenza e rinnovamento al sistema. Non basta solo denunciare il male, infatti, ma si devono trovare soluzioni che portino come esito la giustizia sociale e la parità”.

Per Monsignor Delpini, “una delle soluzioni potrebbe essere quella di costruire un nuovo sistema completamente al di fuori di quello attuale, sicuramente si tratta di una scelta efficace e radicale, ma di sicuro non può essere l’unica. È necessario, dunque, concentrarsi non solo sul profitto, ma anche su altre più importanti tematiche, come la cura del capitale umano o quella dell’ambiente che ci circonda; le persone che lavorano in un’azienda sono preziose, e come tali devono essere trattate e considerate. Quest’attenzione, del resto, non è una novità in questo territorio che comprende Varese e Milano, è parte della sua storia in cui il lavoro non era visto solo come bene assoluto, il cui unico fine era quello di produrre profitto, ma come bene sociale. Considerare ed abbracciare questi aspetti può portare ad una rivoluzione culturale in cui la persona, e non l’economia, è al centro di tutto”.

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