ICR Spa - Origgio
L’arte della stampa a rotocalco

La filosofia di vita e di lavoro di Mario Maggioni, classe 1946, presidente della ICR Spa di Origgio (un acronimo che sta per: Incisione Cilindri Rotocalco) è semplice e complessa nello stesso tempo...

Luciano Landoni

Origgio

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“Cercare di vivere alla giornata, sapendo che quello che accadrà domani sarà qualcosa di diverso e preparandosi per il dopodomani …”

La filosofia di vita e di lavoro di Mario Maggioni, classe 1946, presidente della ICR Spa di Origgio (un acronimo che sta per: Incisione Cilindri Rotocalco) è semplice e complessa nello stesso tempo.

La capacità di conciliare i due opposti è la chiave del successo aziendale.

Mario Maggioni  la spiega così: “Adattarsi giorno dopo giorno e cercare di essere sempre aggiornati”.

Il core business dell’azienda di Origgio (circa 70 dipendenti e un fatturato annuo superiore ai 7 milioni di euro) consiste, come la stessa ragione sociale evidenzia, nell’incisione di cilindri per tutte le innumerevoli applicazioni di stampa a rotocalco.

“Le matrici di stampa – spiega Gianmatteo Maggioni, 44 anni, nipote di Mario e responsabile dell’area commerciale – servono a stampare film, carta, e quant’altro prevalentemente per gli imballaggi flessibili. Si va dalle capsule per le bottiglie di vino e spumante ai rivestimenti per i tavoli; dalle tovaglie ai tappeti doccia; dalla carta da forno per pasticceria a quella per i biscotti e per gli involucri dei dadi da cucina; dalle confezioni per la pasta agli astucci dei chewingum”.

Insomma, di tutto e di più?

“Esattamente. L’importante è tenere sempre al centro della nostra attività l’esigenza del cliente e assecondarla in tutto e per tutto. Mio zio Mario dice sempre che il principale riferimento dell’azienda è solo uno: il punto di vista del cliente! Noi siamo specializzati nella stampa rotocalco, però non perdiamo di vista le altre due tipologie: la flexografia e la stampa digitale. Nel nostro reparto di computer grafica prepariamo i file di stampa che serviranno per incidere il cilindro la cui anima è in acciaio rivestita in rame e infine cromata. Lavoriamo con cilindri dai 200 mm fino a 2.700 mm di lunghezza”.

La vostra attività presuppone un’elevata professionalità?

“Certo, accanto alle tecniche di controllo qualità più sofisticate c’è sempre l’occhio esperto dell’operatore che individua eventuali imperfezioni, anche le più piccole. Gran parte del nostro processo produttivo è automatizzata, tuttavia la componente umana è di grande importanza. Il trasferimento delle conoscenze/competenze dal personale più esperto a quello più giovane è una fase cruciale per la nostra azienda. Abbiamo rapporti di collaborazione con i principali Istituti scolastici di Arti Grafiche del territorio e ospitiamo di frequente giovani stagisti. Il ricambio generazionale è strategico”.

Quali sono i vostri principali clienti?

“Gli stampatori. Noi, come le ho già detto, prepariamo i file su indicazioni di aziende del calibro di Barilla, Colussi, Galbusera, solo per fare qualche nome, e poi li forniamo agli stampatori insieme con i cilindri. Non a caso, collaboriamo intensamente con i produttori delle macchine da stampa e con quelli di inchiostri e vernici. Siamo convinti che la condivisione sia un modus operandi attraverso cui valorizzare e far apprezzare il nostro lavoro”.

Qual è la vostra “capacità” produttiva?

“Ogni settimana realizziamo dai 450 ai 500 cilindri”.

Come c’entra, con voi, il nuovo paradigma produttivo dell’Industria 4.0?

“Tutte le lavorazioni di ciascuno dei 500 cilindri in produzione sono monitorate, così che per ogni attività sappiamo qual è lo stato di avanzamento. Inoltre, le linee automatiche che abbiamo installato lo scorso anno sono sempre in funzione e possono essere gestite da remoto. Il nostro sistema informatico gestionale comunica in tempo reale con i terminali installati in produzione, permettendo quel controllo costante a cui prima facevo riferimento, nonché una migliore ‘reattività’ nella programmazione e nelle risposte alla clientela. Non dimentichiamo, poi, la cyber security per lavorazioni particolari, tipo quelle relative alle carte di sicurezza”.

Come avete vissuto gli anni della Grande Crisi che sembra finalmente sia alle nostre spalle?

“Il mondo dell’imballaggio flessibile per il settore alimentare non si è mai fermato. Ogni piccola modifica che viene decisa dai nostri clienti rappresenta per noi uno stimolo produttivo in più. Per noi, lavorare sul nuovo è ordinaria amministrazione”.

A Gianmatteo Maggioni si affiancano i figli del presidente: Laura, classe 1979, e Angelo, classe 1981, che si occupano rispettivamente di amministrazione-gestione del personale e programmazione della produzione.

Quanto incidono sul bilancio aziendale gli investimenti in ricerca e sviluppo?

“Dipende dagli anni, l’anno scorso, per esempio, l’incidenza è stata molto rilevate a causa dell’installazione delle nuove linee automatizzate. Mediamente – risponde Mario Maggioni – siamo intorno al 10% del fatturato”.

In generale, come vanno le cose?

“Da quando c’è l’euro – replica il presidente di ICR Spa – i margini si sono ridotti. Il mercato da un lato sembra considerare scontata la qualità e dall’altro pretende prezzi più bassi. Una linea di tendenza che inevitabilmente penalizza la propensione verso gli investimenti. Noi cerchiamo di contrastarla andando controcorrente, però i miracoli non è possibile farli”.

In definitiva, come vede il futuro?

“Difficile, ma non particolarmente brutto. Come ho detto prima: occorre essere consapevoli che domani sarà un’altra cosa rispetto a oggi – conclude Mario Maggioni – e quindi occorre prepararsi per dopodomani …”

Più chiaro di così.

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