Conceria Stefania Spa - Castano Primo
L’arte di fare le “coccole” ai piedi

Giovanni Fontana, 81 anni, da 66 una delle colonne della Conceria Stefania Spa di Castano Primo, afferma di essere capace ad occhi chiusi di riconoscere se una pelle sia stata conciata o meno nell’azienda in cui ha trascorso tutta la sua vita lavorativa

Luciano Landoni

Castano Primo

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Ѐ “solo” una questione di… pelle (e anche un po’ di odorato). Sì, perché Giovanni Fontana, 81 anni, da 66 una delle colonne della Conceria Stefania Spa di Castano Primo, afferma di essere capace ad occhi chiusi, utilizzando solo il naso, di riconoscere se una pelle sia stata conciata o meno nell’azienda in cui ha trascorso tutta la sua vita lavorativa.

“Sì, è vero. Non sto scherzando. Il mio lavoro mi piace talmente tanto che è diventato parte di me – dice abbandonando un attimo il reparto di produzione -, proprio come quest’azienda che è diventata la mia … casa”.

“Qui da noi, la gente che lavora sorride!”, aggiunge Angelo Ramponi, classe 1948, presidente della Conceria Stefania; “L’artigianalità creativa è per noi un vero e proprio valore aggiunto. D’altra parte, i colori con cui valorizziamo le pelli che lavoriamo sono infiniti come i numeri e ogni giorno la nostra professionalità si deve necessariamente reinventare”, gli fa eco il fratello Dino, classe 1951, consigliere della società.

La Conceria Stefania è stata fondata nel 1944 da Francesco Ramponi, il papà di Angelo, Dino e Gianmario (quest’ultimo scomparso nel 2016, all’età di 58 anni).

Il core business dell’azienda è la concia e la trasformazione delle pelli ricavate dagli animali destinati al macello (circa 4,5 milioni di pelli ogni anno, per una “superficie” complessiva di quasi 1,5 milioni di metri quadri); pelli che finiscono poi nelle aziende calzaturiere al top della qualità (prevalentemente per le scarpe da donna).

“Il fatturato complessivo annuo – ci spiega Francesco Falzone, 55 anni, siciliano trapiantato a Castano Primo, già Maresciallo dei carabinieri, responsabile della sicurezza e braccio destro (e qualche volta pure sinistro) dei fratelli Ramponi – è superiore ai 70 milioni di euro, metà destinato al mercato interno e metà a quello estero (Europa, Stati Uniti, Corea), i dipendenti diretti sono 200 e con l’indotto diventano più di 400”.

“In sostanza, dalla nostra azienda dipendono 450 famiglie. Io e mio fratello – precisa Angelo Ramponi – siamo pienamente consapevoli della nostra grande responsabilità sociale”.

“Confermo in pieno. Le posso assicurare che in oltre settant’anni di attività non abbiamo mai chiesto un’ora di cassa integrazione e non abbiamo mai licenziato nessuno!”, sottolinea con forza Dino Ramponi.

La Conceria Stefania Spa è un esempio evidente e vincente di impresa familiareglocale: fortemente (e orgogliosamente) radicata nel territorio (2 stabilimenti a Castano Primo e un polo produttivo a Turbigo dove è collocato anche il museo della conceria) e proiettata verso i mercati di tutto il mondo; fiera delle proprie tradizioni e attenta a pianificare il futuro, in azienda è massicciamente presente la terza generazione della famiglia Ramponi: Andrea e Francesco, figli di Angelo; Carlo e Maria, figli di Dino; Camilla e Giulia, figlie di Gianmario.

“Siamo qui per scelta e non per ‘obbligo’ familiare, abbiamo tanto da imparare e lo facciamo ogni giorno attingendo allo straordinario patrimonio umano e professionale – dicono praticamente all’unisono Andrea (41 anni), Carlo (34 anni), Camilla (31 anni), Maria (24 anni), Francesco (31 anni), Giulia (26 anni) – che ci circonda”.

Il 2018 è appena cominciato e siamo (sembra) usciti dal tunnel buio di una delle più gravi crisi economico-sociali  degli ultimi decenni: confermate oppure no?

“Nel 2016 siamo cresciuti del 22% rispetto al 2015 – rispondono i fratelli Angelo e Dino -, l’anno scorso c’è stata una sostanziale stabilità. Se ci fossero meno pastoie burocratiche, se gli imprenditori fossero più liberi (non di fare quello che gli pare, intendiamoci, ma di poter svolgere il proprio lavoro) le cose andrebbero decisamente meglio!”.

Come la mettiamo dal punto di vista occupazionale?

“Dall’aprile 2015 ad oggi – risponde Francesco – abbiamo assunto 48 persone, nella stragrande maggioranza giovani: 40 attraverso il jobs act. Tutte con contratto a tempo indeterminato. Dal luglio 2016 ci sono stati 50 passaggi di livello in stretta correlazione all’impegno e all’efficacia professionale”.

“La nostra è un’autentica ‘orchestra’ all’interno della quale operano dei professionisti straordinari. La cosa importante è favorire e sviluppare un’azione di coordinamento – interviene Andrea – che valorizzi al massimo l’apporto dei singoli”.

La concia delle pelli e il rispetto ambientale sono in conflitto fra loro?

“Assolutamente no! Ci siamo dotati di un impianto biologico di depurazione che subisce annualmente molteplici verifiche, sia interne che ovviamente esterne. E mediamente ogni anno – replica Dino Ramponi – investiamo circa 1,5 milioni di euro in innovazione tecnologica degli impianti e nella tutela ambientale”.

Come si concilia l’artigianalità della vostra attività con il nuovo paradigma produttivo dell’Industria 4.0?

“Direi perfettamente. Dal quartier generale di Castano siamo in grado di controllare tutte le fasi della lavorazione monitorandone digitalmente l’evoluzione. Aggiungo – risponde Angelo Ramponi –  che consideriamo un punto di forza la ‘fusione’ delle tecniche produttive più moderne con la creatività che fa parte del nostro dna aziendale”.

Vale a dire?

“Nella nostra azienda la componente ‘artistica’ è sempre stata fondamentale e ci siamo abituati ad abbinare il gusto del bello – prosegue il presidente della Conceria Stefania – con la necessità di produrlo secondo le tecniche più avanzate e innovative”.

“Senza dimenticare – rileva il fratello Dino – la dimensione della ricerca applicata. Abbiamo brevettato di recente ‘Silverlining’: una fodera in pelle per calzature contenente argento. Lo stile, il colore, la forma sono caratteristiche estremamente importanti per la calzatura. Lo sono anche la comodità e il comfort. Le proprietà del pellame (traspirabilità e termoregolazione) sono esaltate e valorizzate ulteriormente dall’argento, le cui peculiarità antibatteriche erano conosciute fin dall’antichità”.

Della serie: alla Conceria Stefania fanno le … coccole ai piedi.

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