ACCAM AVANTI FINO AL 2027
L’assemblea dei sindaci prolunga la vita dell’inceneritore

Ma sette Comuni evidenziano: “Favorevoli soltanto 6 soci su 27. Hanno i numeri (pochi) ma non la ragione”

BUSTO ARSIZIO

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L’assemblea dei soci di Accam ha approvato mercoledì sera il nuovo piano industriale. L’inceneritore di Borsano continuerà a bruciare rifiuti fino al 2027 e non più fino al 2021.
Ha votato l’82 per cento dei soci, poiché non tutti i sindaci dei 27 Comuni coinvolti si sono presentati all’incontro con il mandato del proprio Consiglio comunale.
Sulla scelta finale ha pesato la posizione dei tre azionisti maggiori (Busto Arsizio, Legnano e Gallarate): il piano è passato con il 59 per cento dei voti.

“Hanno votato a favore solo 6 comuni su 27”, osservano all’indomani dell’assemblea tenutasi a porte chiuse i sindaci di Canegrate, Castano Primo, Magnago, Olgiate Olona, Rescaldina, San Giorgio su Legnano, Vanzaghello. “Hanno i numeri (pochi) ma non la ragione – affermano –. Oggi si ripete la musica di due anni fa: o si allunga l’attività dell’inceneritore o si minaccia il default. Ma noi da anni sostenevamo che il contratto della ditta che opera sull’impianto era assolutamente sconveniente per Accam. E ora il nuovo business plan certifica che ogni anno vengono corrisposti a questa ditta 6 milioni mentre il costo reale è di 2. Inoltre alcuni soci hanno ricevuto un rilievo dalle Corte dei Conti che evidenzia ‘l’eccessivo costo medio del personale dipendente (nel 2015) di 64,5 mila euro. Costo ampiamente superato nel 2017. Gli extra costi sono una montagna rispetto alle briciole del mancato fatturato causato da alcuni soci che non conferiscono tutte le frazioni. Senza dimenticare la questione ‘in house’”.

E ancora: “Scommettiamo che tra un paio di anni i soci saranno chiamati a rivedere il business plan perché ‘è cambiata la situazione’ e bisognerà spostare ancora in là la chiusura dei forni? Gli alibi sono finiti: siamo convinti che la ragione e il futuro siano dalla nostra parte e che la vicenda Accam sia tutt’altro che conclusa”.

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