Convegno sul “lavoro intelligente” dell’Associazione LIUC Alumni
Lavorare felici e felici di lavorare

“Mettere al centro la persona, garantire flessibilità e autonomia – precisa il focus dell’incontro – non è solo una scelta manageriale abilitata dalle nuove tecnologie digitali, ma soprattutto una filosofia che si diffonde ai diversi livelli dell’organizzazione”

Luciano Landoni

CASTELLANZA

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Dalla catena di montaggio di fordiana memoria (immortalata dall’immenso Charlot nel film culto “Tempi moderni” mentre viene letteralmente fagocitato dalla grande macchina) al lavoro creativo dei “tempi attuali”.

Un passaggio epocale che ha – dovrebbe avere – al centro la persona, anche se molte volte, più che al centro, la persona stessa si trova precaria e ai margini, pronta per essere sacrificata in nome delle “sacre” leggi del cosiddetto “libero mercato” (“Libera volpe nel pollaio”, lo definiva pittorescamente Che Guevara).

Le formule si sprecano, una delle più gettonate è quella dello “smart working” (traduzione letterale: lavoro intelligente; il che potrebbe far pensare che precedentemente il lavoro fosse “stupido”? Il vecchio Karl Marx avrebbe detto: “lavoro alienato”) che sembrerebbe essere la diretta conseguenza della “smart factory” (manifattura intelligente).

Insomma, un processo di cambiamento radicale che è stato analizzato nel corso del seminario, organizzato dall’Associazione LIUC ALUMNI e svoltosi nell’Auditorium dell’ateneo, dal titolo: “Smart Working: filosofia o cambiamento?”.

“Mettere al centro la persona, garantire flessibilità e autonomia – precisa il focus dell’incontro – non è solo una scelta manageriale abilitata dalle nuove tecnologie digitali, ma soprattutto una filosofia che si diffonde ai diversi livelli dell’organizzazione”

Dopo i saluti di rito del rettore dell’Università Federico Visconti e del vice presidente di LIUC Alumni Luca Cremona e successivamente all’intervento tecnico di Valentina Crespi (responsabile aree Legislazione e Giurisprudenza del Lavoro dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese), ci sono state infine le testimonianze di alcuni imprenditori: Carlo Capra, manager Innext; Alessandro Ballerio, socio e direttore tecnico Elmec; Mattia Bertasa, digital engineering Electrolux; Mauro Vitiello, ad Copying).

Di particolare interesse quella di Mauro Vitiello, amministratore delegato della Copying di Caronno Pertusella (digitalizzazione dei documenti – dalla mail alla fattura – che ogni tipo di organizzazione – dall’agenzia assicurativa all’azienda industriale – produce quotidianamente) e presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di UNIVA.

E’ con lui che abbiamo cercato di approfondire le tematiche relative al “lavoro intelligente”.

Presidente, cominciamo dal titolo: filosofia o cambiamento?

“Per quanto mi riguarda, prendendo come punto di riferimento l’esperienza della mia azienda, si tratta di una presa di coscienza di qualcosa già in atto da tempo”.

Di “cosa” esattamente?

“Della necessità di intendere e gestire la dimensione lavorativa come un momento di creatività della persona. Sono del parere che si debba lavorare quanto ci si sente veramente ispirati”.

Mica semplice.

“Proprio qui sta la sfida dei nostri tempi, una sfida innescata dalle nuove tecnologie che consentono, solo per fare un esempio, il telelavoro. Trarre creatività dalle persone è fondamentale. Bisogna darsi da fare per farla nascere, per suscitarla …”

Come si può fare?

“Mettendo a proprio agio le persone, magari promuovendo la loro salute allestendo degli spazi nel luogo di lavoro per il loro benessere fisico. Occorre far venire la voglia di venire a lavorare! Solo così si possono fare bene cose belle. Senza distrazioni/preoccupazioni di sorta”.

Sembrerebbe un processo più facile nel settore dei servizi che non in quello manifatturiero.

“Il principio deve valere per tutte le attività lavorative, comprese quelle legate alle produzioni fisiche. La nostra vita lavorativa la immagino come una candela che ogni giorno viene consumata in maniera saggia e che il giorno successivo viene sostituita da un’altra candela. Vita e lavoro e lavoro e vita”.

Indipendentemente da regolamenti, leggi, contratti?

“Il lavoro creativo è un lavoro … semplice, gestito e vissuto in maniera semplice. Personalmente individuo due categorie fondamentali di lavoratori …”

Vale a dire?

“Chi fa qualcosa con entusiasmo e partecipazione all’interno di un’organizzazione complessa e chi decide di intraprendere perché ha una ‘visione’ da condividere con i propri collaboratori secondo le ‘regole’ che ho cercato di spiegare prima”.

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