L’insediamento del nuovo parroco di Castellanza, don Gianni Giudici
“Lavoreremo sul progetto educativo degli oratori”

La voglia e l’impegno di “aprire le porte” e “attraversare i ponti” all’insegna dell’accoglienza e della coesione sono i punti di partenza della missione pastorale di don Gianni Giudici, il nuovo parroco di Castellanza

Luciano Landoni

CASTELLANZA

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Dopo le polemiche divisive suscitate dal ministero di don Walter Magni, la voglia e l’impegno di “aprire le porte” e “attraversare i ponti” all’insegna dell’accoglienza e della coesione sono i punti di partenza della missione pastorale di don Gianni Giudici, il nuovo parroco di Castellanza.

La Comunità pastorale dei Santi Giulio e Bernardo, costituita nel 2006, “deve superare una volta per tutte la distinzione fra ‘in su’ e ‘in giò’ e considerarsi un tutt’uno con il ponte sull’Olona, come raffigurato nel vostro stemma comunale, che unisce e mette insieme”, ha esortato don Luca Raimondi il vicario episcopale che ha ufficialmente presentato don Gianni Giudici ai fedeli presenti prima nella chiesa di  San Giulio e poi in quella di San Bernardo.

Il nuovo parroco don Gianni, domenica pomeriggio, è stato protagonista di un vero e proprio bagno di folla attraversando tutta la città affiancato dalla banda Santa Cecilia e da un corteo di fedeli.

La festa di insediamento è cominciata con l’apertura delle porte della chiesa di San Giulio da parte del nuovo responsabile della comunità pastorale.

«Ora l’ovile è aperto e le pecore possono entrare. Nello stemma della città appaiono la torre di Castellanza e il castagno di Castegnate con un ponte in mezzo. Anche oggi, anche se quasi non ce ne siamo resi conto, abbiamo attraversato un ponte – ha detto don Gianni Giudici –  camminando da San Giulio a San Bernardo: il percorso è già tracciato, è sufficiente seguirlo».

Quali saranno i punti salienti del suo programma pastorale?

«Ѐ ancora troppo presto per spiegare cosa verrà fatto e quali decisioni verranno prese. Questo è il momento della gioia, in cui tutta la comunità si riunisce. Per ora voglio solo dire che quest’anno – ha precisato don Gianni Giudici –  lavoreremo con particolare impegno sul progetto educativo degli oratori, tant’è vero che il corteo è partito dall’oratorio Sacro Cuore per concludersi al San Giuseppe».

Il neo-parroco di Castellanza ha poi ringraziato i rappresentanti delle varie parrocchie in cui aveva precedentemente prestato servizio, da Cardano al Campo a Noviglio, e il sindaco di Castellanza Mirella Cerini che era presente accompagnata da quasi tutta la giunta comunale.

«Salutando don Walter Magni avevo preso un impegno che voglio ribadire adesso, ovvero quello di uscire dalle dinamiche di giudizio e di divisione per collaborare nell’ottica di un confronto costruttivo che punti alla comunione nelle diversità, rispettando sempre la dignità dell’altro – ha sostenuto la stessa Mirella Cerini – Con questo proposito, accogliamo don Gianni come padre, guida e fratello».

Lungo il percorso dalla chiesa di San Giulio alla chiesa di San Bernardo ci sono state delle soste significative: la prima alla chiesa Sacra Famiglia, dove c’è stato l’incontro con gli anziani della casa di riposo “Giulio Moroni”, alla presenza del presidente della “Fondazione MoroniPaolo Moroni e della direttrice della struttura Donatella Nava.

A tutti il nuovo parroco ha formulato una precisa richiesta condensata in tre parole: «pregate per me», mentre il vicario episcopale don Luca Raimondi ha rilevato che «gli anziani rappresentano le ‘radici’ e con la loro preghiera possono ancora fare moltissimo per la Chiesa».

Immediatamente dopo il corteo ha fatto visita alla clinica “Mater Domini”, «per non dimenticare le fragilità di chi soffre a causa della malattia».

La cerimonia di insediamento si è conclusa con la funzione religiosa nella chiesa di San Bernardo, in coincidenza con la festa patronale, seguita da un coreografico lancio dei palloncini colorati nel cielo azzurro (nonostante qualche nuvola di troppo) di Castellanza.

«Spero che la vostra comunità – ha commentato don Luca Raimondi –  non finisca più sui giornali per pettegolezzi e liti di basso borgo com’è avvenuto di recente, ma si distingua per le iniziative organizzate come comunità. Fatemi sognare».

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