La solidarietà ai tempi del coronavirus
Le “ceste sospese”: piccoli-grandi esempi di cuore

Malgrado questa condizione di emergenza, c’è qualcosa che cresce e lo fa a ritmi più che incoraggianti, anche se non rilevabili statisticamente. Si tratta del Tasso di Solidarietà Umana. Due esempi di “ceste sospese”, uno a Milano l’altro a Castellanza, dove si possono donare generi alimentari

CASTELLANZA

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Lo tsunami sanitario che ha sconquassato (ma non travolto) l’Italia e la Lombardia in particolare, provocato dall’epidemia da coronavirus, ha stroncato tante vite (il dato della Protezione civile relativo al 2 aprile dice che i decessi in Italia sono stati 13.915 e di questi 7.960 in Lombardia) ed ha stravolto il panorama economico-occupazionale di tutto il sistema Paese. Il Centro studi di Confindustria ha constatato nel primo trimestre di quest’anno un vero e proprio tracollo dell’attività produttiva, scesa del 16,6%, tale da portare l’indice di produzione indietro sui livelli di 42 anni fa. Le prospettive sono “in forte peggioramento”. La chiusura obbligata delle fabbriche potrebbe causare un’ulteriore diminuzione della produzione pari al -15% nel 2° trimestre e un conseguente inabissamento del Pil: si prevede -3,5% nei primi tre mesi del 2020 e -6,5% nei successivi tre.

Però, perché fortunatamente c’è un “però”, malgrado questa condizione al limite della catastrofe, c’è qualcosa che cresce e lo fa a ritmi più che incoraggianti, anche se non rilevabili statisticamente.

Si tratta del Tasso di Solidarietà Umana (TSU). Una grandezza che sfugge alle analisi economiche e che tuttavia ha il grande potere di riscaldare i cuori, rinsaldare le speranze e rafforzare la fiducia collettiva. Il cuore grande della Lombardia batte forte e regala un aiuto ai più bisognosi.

A Milano, sotto la Madonnina, si moltiplicano gli episodi di vicinanza solidale tramite le cosiddette “ceste sospese”: canestri di vimini riempiti di generi alimentari che vengono calati da finestre e balconi e offrono (oppure raccolgono) del cibo. La formula è semplice ed efficace al tempo stesso: chi ha bisogno prenda, chi può lasci. Le foto si riferiscono alle “ceste sospese” in via Vincenzo Monti, centro di Milano.

A Castellanza, invece, in provincia di Varese, un’iniziativa simile è partita da una tabaccheria di Viale Lombardia: i titolari dell’esercizio commerciale, Annalisa Moroni e Carlo Saravalli, hanno collocato fuori dal negozio una cassetta per raccogliere generi alimentari che verranno poi donati alla Mensa del Padre Nostro.

Questo è il nostro modo – dicono Annalisa e Carloper dare un aiuto concreto alle persone bisognose in un momento così difficile”.

Non posso che esprimere il mio più sincero e sentito ringraziamento per questa dimostrazione di solidarietà – commenta Adriano Broglia, presidente della Mensa del Padre Nostro -, oltre ai generi alimentari, di cui in soli due giorni abbiamo già ritirato vari scatoloni pieni, in tabaccheria stanno raccogliendo anche offerte in denaro che utilizzeremo per l’acquisto di tessere pre-pagate per la spesa, da inserire nelle borse consegnate alle famiglie che assistiamo”.

Il TSU cresce di giorno in giorno, spinto verso l’alto da innumerevoli piccoli-grandi gesti di bontà e di vicinanza nei confronti del prossimo. La lotta contro il coronavirus è difficile e sarà ancora lunga, però la forza buona dell’animo umano è tanto grande ed è capace di mettere a disposizione risorse solidali  ancora più grandi.

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