ASSEMBLEA NEL CORTILE DI PALAZZO GILARDONI
Le educatrici protestano in Comune. Ma il sindaco se ne va

Mentre lavoratrici, sindacalisti e mamme manifestano, Antonelli lascia il municipio senza fermarsi. A parlare è l’assessore Chiesa

Riccardo Canetta

busto arsizio

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Musica, striscioni, fischietti. Giovedì mattina è andato in scena un nuovo capitolo della protesta delle educatrici di asili nido e scuole dell’infanzia, dopo lo sciopero di un’ora del giorno precedente.
Le lavoratrici, con alcune mamme insieme ai bambini che frequentano le strutture comunali e i rappresentanti sindacali – esclusi quelli del Csa che non condividono questa forma di lotta – si sono radunati davanti al municipio per un’assemblea, per poi entrare nel cortile di Palazzo Gilardoni.

Qui c’è stato un incontro con il sindaco Emanuele Antonelli (foto sotto). “Ascoltaci” hanno scandito le dipendenti, ma il primo cittadino ha replicato con un secco “non così”, per poi aggirare il presidio infilando con la sua auto un’uscita secondaria.
A lui le educatrici avrebbero voluto chiedere di persona informazioni sulla cancellazione dell’indennità di turno e sulla calendarizzazione delle ferie, al centro dello scontro che si trascina ormai da mesi.

Ma se Antonelli ha tirato dritto, l’assessore al Personale Alessandro Chiesa non si è sottratto dal confronto, ed è stato pacificamente “accerchiato” dalle lavoratrici (foto in alto). “Niente di personale – ha assicurato l’esponente di giunta – Stiamo attendendo la risposta della Funzione pubblica. Se risulterà certo che vi spetta l’indennità, vi restituiremo anche gli arretrati”.

Su questo aspetto i sindacati non hanno dubbi. “Mi dispiace che Antonelli non abbia voluto parlare con noi – ha spiegato Pina Sculco (Adl) – Lui è anche un papà; credevo si sarebbe fermato davanti ai genitori”.
Non è un caso che l’ingresso in municipio dell’ex sindaco Gigi Farioli sia stato salutato da un applauso, come a rimarcare la diversità del rapporto con la precedente amministrazione.
Perché questa “non è solo una battaglia per i soldi. Si tratta di riconoscere il ruolo delle educatrici”, ha osservato Fausto Sartorato. “E i genitori sono con noi”, ha aggiunto Pino Jursich della Cub.

Ora in programma ci sono nuove forme di protesta, la possibilità di replicare lo sciopero e anche l’idea di non garantire il servizio a luglio, mese in cui gli asili rimangono aperti in base ad accordi rinnovati annualmente.
La battaglia, insomma, continua.

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