Quando le ferie non esistevano…

In Agosto, tuttavia, si pensava al Ferragosto, alla Vendemmia e alle sagre di paese. Nei Comuni che gravitavano nel Circondario si organizzavano pure “fiere del bestiame” e… ve le raccomando le varie “uscite di massa” che i contadini intraprendevano per accaparrarsi nuovi attrezzi, e ovvio, acquistare o vendere animali..

Gianluigi Marcora

BUSTO ARSIZIO

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Agosto, il sole va nel bosco: “austu ùl su al vo in dul buscu“. Quando da ragazzi ci raccontavano questo detto, guardavamo con apprensione il… bosco, immaginandoci un “tabernacolo” gigante, dove il sole andava a riposare dopo i “fasti estivi”. Si pensava alle giornate più corte, ai temporali e alle ultime scorribande fra frutteti e campagne e ai… nidi da “visionare” prima della “transumanza” che non era quella del trasferimento di greggi o di bestiame vario, dal piano alla collina, ma semplicemente quella di spostamenti di uccelli verso Paesi caldi.

In Agosto, tuttavia, si pensava al Ferragosto, alla Vendemmia e alle sagre di paese. Nei Comuni che gravitavano nel Circondario si organizzavano pure “fiere del bestiame” e… ve le raccomando le varie “uscite di massa” che i contadini intraprendevano per accaparrarsi nuovi attrezzi, e ovvio, acquistare o vendere animali….. armenti, in primo piano, col fatidico mugghiare dei buoi che si davano voce, quasi a trasmettersi messaggi.

Per i ragazzi, la “festa” consisteva nell’accompagnare gli adulti in giro. Tra sollazzi e urla di gioia, si imparava a conoscere gli animali…. sembra strano, ma oggi, i bambini vedono gli animali solo in TV e quando si trovano davanti un pollo, un coniglio, un’oca o… una mucca un cavallo quasi si sbalordiscono nel costatarne le dimensioni e il loro incedere.

Da non sottovalutare l’impegno di certi personaggi che subito venivano identificati con un.. epiteto che non è un’offesa, ma suonava a disdoro per chi lo riceveva: “paesàn dul mès d’agustu” (contadino del mese di agosto),.frase innocente, ma un tantino “offensiva”…come a dire, da parte del contadino “specializzato”… lo sai che per essere un contadino, un “cafone provetto” occorre vivere la stalla, la campagna e tutto quel che “ci va dietro” ogni giorno dell’anno, Natale e Capodanno compresi?

Improvvisare in agosto l’arte del contadino, produce poco e si rischia di incorrere in certi errori che un “cafone” non compie. A proposito, il termine cafone vuol significare unicamente “contadino“. Poi per colpa dei soliti saccenti, si è accostato il termine cafone a… persona rozza, maleducata e villana; uno zotico, insomma e….non è bello sentirsi apostrofare “cafone” quando il contadino fa il proprio dovere.

Torniamo al… Ferragosto, quando le ferie non esistevano; quando chi aveva un lavoro in fabbrica si godeva il Ferragosto “fuori porta” e una delle mete preferite era “ul scepu di tri crusetti” al Sacro Monte di Varese (il ceppo in prossimità delle Tre Croci, più in su del Santuario).

C’era quasi una processione di “caretuni” (carri trainati da cavalli) che già all’alba si incolonnavano dai rispettivi paesi per raggiungere il luogo sacro. Le mamme avevano preparato le vettovaglie e gli adulti avevano fatto scorta di bottiglioni di vino, occorrenti per “scoedi a sedi” (soddisfare la sete) e tutto il resto era prodotto dalla fantasia dei giochi, dal divertimento sfrenato in mezzo alla natura. A proposito, prima di fare ritorno a casa, si puliva il bosco, quasi in maniera maniacale, senza bisogno di spandere rifiuti in giro e senza il pericolo di trovare cartacce sul verde. I Lettori più… antichi mi confermeranno che “quei rifiuti”, quei “resti di cibo”….quelle bottiglie; il tutto, insomma, lo si riportava a casa….era una specie di “ordine mai scritto”, ma dettato dall’educazione e dal rispetto per la Natura… tanto dissimile da certi comportamenti odierni.

A sera, era il… cavallo che portava a casa i “villeggianti”. I bambini crollavano per i giochi, le mamme avevano sul groppone le fatiche dei preparativi e del viaggio e gli adulti, tra un “sorso” e un altro, cedevano alle “lusinghe” di una festa che andava a concludersi. Il cavallo (col suo carico) sapeva come arrivare alla stalla, contento per il dovere compiuto e solo per quella sera… molti andavano a letto senza nemmeno spogliarsi, stremati per l’immane fatica, con la convinzione che l’alba di un nuovo giorno, era vicinissima. E richiamava le abituali e quotidiane fatiche… non dite “cafone” a un contadino. O ditelo per elogiarlo e non per offenderlo.

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