BUSTO AL CENTRO, BUSTO GRANDE E INDIPENDENTI DI CENTRO
Le liste civiche uniscono le forze. “Idee, non poltrone”

“Tre realtà che continuano a essere distinte e indipendenti”, precisano. Ma con quattro rappresentanti in assise, il progetto Convergenza Civica Bustocca avrà un “peso politico” importante

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Si chiama Convergenza Civica Bustocca e unisce tre realtà che hanno preso parte alle elezioni amministrative del 2016. Si tratta di Busto al Centro, presente in consiglio comunale con tre rappresentanti, compreso il candidato sindaco Gianluca Castiglioni, sostenuto anche dal Pd; Busto Grande, promotrice della candidatura di Emanuele Antonelli ma ora formalmente fuori dalla maggioranza con il suo consigliere Paolo Efrem; Indipendenti di Centro, “creatura” del sindaco emerito Gian Pietro Rossi, che non ha trovato spazio in assise.

“Tre entità che continuano a essere distinte e indipendenti”, precisa subito Gianfranco Bottini di Busto al Centro. “Non si tratta di una nuova lista o di un nuovo movimento, bensì di un catalizzatore di risorse. Il nostro punto in comune è il pensiero civico, vale a dire che per noi l’interesse della città deve sempre prevalere su tutto. I partiti, che vediamo come interlocutori e non come competitor, seguono logiche sovracomunali lecite e comprensibili che però, a volte, costringono i loro protagonisti a fare passi indietro. Con noi queste logiche non trovano spazio”.

Con ben quattro “rappresentanti” in assise (per intenderci, solo uno in meno della Lega), Convergenza Civica rischia di avere un peso importante, in virtù anche di rapporti di maggioranza non sempre idilliaci. Bottini non si nasconde: “Sappiamo di poter essere ‘fastidiosi’. Avere  quattro esponenti in consiglio avrà la sua importanza”. Ma l’ipotesi di essere in cerca di poltrone viene rispedita al mittente: “Siamo stati eletti in minoranza e vogliamo rimanerci. Non sarà un assessorato a farci cambiare idea, le sirene non ci interessano. La maggioranza ha i numeri e il dovere di stare in piedi. Se non ce la farà, valuteremo se sarà interesse della città tener su questa amministrazione o mandarla a casa”.

“Il tempo di questi ragionamenti è finito – spiega Matteo Sabba, portavoce di Busto Grande –. Fino ad aprile volevamo far parte della maggioranza e ritenevamo ci spettasse un posto in giunta. La nostra proposta non è stata accettata dai partiti che, sbagliando, hanno coltivato i propri egoismi senza pensare al futuro. Ora ci sono tre anni di lavoro, la città cresce e bisogna darsi da fare. Non vogliamo porci in maniera conflittuale con nessuno, ma portare avanti progetti comuni e una visione che un po’ manca”.

Non posti ma idee comuni, insomma, da portare poi in Consiglio facendo pesare il proprio “peso politico”.
Su alcuni temi, come nuova Coop, viabilità, futuro di Accam, Agesp, trasporti, le tre realtà hanno già avuto modo di confrontarsi, trovando diverse convergenze. Su altri, invece, è possibile che le posizioni siano diverse e ognuno si muoverà autonomamente.
Porte aperte ad altre liste civiche, associazioni di varia natura o semplici cittadini interessati al progetto. Senza nessuna preclusione per chi attualmente siede in assise: “La sensazione è che qualcuno si senta ormai in sofferenza all’interno del proprio partito. Siamo pronti ad ascoltare tutti”, afferma Gianluca Castiglioni, presente alla conferenza stampa di presentazione insieme alla collega Laura Alba e a un nutrito gruppo di rappresentanti delle liste coinvolte.

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