La formazione superiore del futuro in LIUC
Le “menti d’opera” vincenti per l’Industria 4.0

Tutti ne parlano e tutti ritengono che l’elemento dirimente sia una volta di più il fattore umano

Luciano Landoni

Castellanza

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Ѐ diventata (quasi) una moda l’Industria 4.0. Tutti (più o meno appropriatamente) ne parlano e tutti ritengono che l’elemento dirimente – al di là dei tecnicismi più o meno sofisticati, tipo l’informatizzazione, l’Internet delle cose, i robot collaborativi, la stampa 3D, l’analisi dei big data e via discorrendo – sia una volta di più il fattore umano.

In altre parole, i sistemi produttivi si evolvono, ma si può dire la stessa cosa in merito alle cosiddette “risorse umane”?

La preparazione professionale, anzi, per meglio dire: la cultura filosofico-professionale indispensabile per affrontare i cambiamenti innescati dalla 4° Rivoluzione Industriale è all’altezza della situazione? La “realtà aumentata” fino a che punto può essere padroneggiata dall’operatore umano?

Quest’ultimo in che termini si pone/dovrà porre relativamente al diffondersi dei robot? Non si tratta di impostare la questione “solo” in termini quantitativi (più robot = meno persone che lavorano?), ma anche e soprattutto qualitativi (qual è/sarà la formazione del 3° Millennio?).

Posto che il successo di un’azienda manifatturiera passa dall’innovazione dei prodotti ma anche dall’innovazione dei suoi processi logistico-produttivi, è innegabile che oggi ci troviamo di fronte all’opportunità di migliorare radicalmente tali processi introducendo in fabbrica i concetti e le tecnologie propri del paradigma Industria 4.0

 La domanda cruciale è solo una: come possiamo cogliere questa opportunità?

“Ѐ necessario formare al meglio i giovani che domani dovranno guidare la trasformazione digitale delle aziende” , risponde il professor Carlo Noè, Direttore della Scuola di Ingegneria Industriale della LIUC – Università Cattaneo. Ed è proprio per questa ragione che nel secondo anno del corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale dell’ateneo di Castellanza è previsto il percorso formativo in “Progettazione e gestione della fabbrica intelligente”.

“L’anno prossimo – sottolinea Carlo Noè –  avremo i primi laureati di questo percorso che avranno appreso come applicare i principi di Industria 4.0 per migliorare le performance operative (produttività, qualità) delle aziende manifatturiere”.

Non solo teoria avanzata, ma anche applicazione pratica della medesima: in LIUC è operativo l’i-FAB, una vera e propria “fabbrica simulata (progettata dai ricercatori dell’Università secondo logiche lean e con l’applicazione di alcune tecnologie che riportano a Industria 4.0 quali: Internet of Things, robot collaborativi, data analytics e stampa 3D).

In i-FAB si apprende a “razionalizzare, semplificare e automatizzare i processi manifatturieri integrandoli con i servizi a supporto”, precisa il Direttore della Scuola di Ingegneria e aggiunge: “La nostra è una didattica che coinvolge, sperimentiamo l’applicazione dei pilastri tecnologici del paradigma Industria 4.0 e siamo in grado, attraverso l’i-FAB, di mostrare e far provare agli studenti che cosa significhi la realizzazione di un prodotto complesso considerando tutte le fasi di un processo, comprese la sua progettazione e il rilevamento e la trasmissione di dati di produzione”.

A sostegno della manifattura – che rimane l’asse portante dell’economia del nostro Paese “per vocazione e per necessità, perché è qui che siamo bravi, capaci e dotati di spirito imprenditoriale”, puntualizza Noè – la LIUC prepara chi dovrà gestire la fabbrica intelligente che “avrà ancora bisogno di persone che si occupino con competenza sia dell’industrializzazione dei prodotti e processi, sia dell’operatività”.

“Tutto questo – spiega il coordinatore professor Tommaso Rossi partirà con un’introduzione teorica al nuovo paradigma dell’Industria 4.0 illustrando, tra le altre cose, come si valuta la prontezza delle aziende e quali sono i prerequisiti indispensabili per adottare questo cambio di sistema produttivo. Gli studenti – continua Rossi potranno approfondire in modo particolare il mondo dei data analytics e sviluppare applicazioni, anche nel campo del machine learning, lavorando nei laboratori informatici della LIUC. Inoltre, potranno mettersi alla prova in un luogo dedicato in modo specifico all’apprendimento di questi temi, ossia l’i – FAB della LIUC”.

A riprova che il “modello” didattico LIUC funziona, c’è il tasso di assorbimento nel mondo del lavoro di circa il 90% degli ingegneri a un anno dalla laurea. “Non un fatto episodico, ma una costante dettata dai contenuti degli insegnamenti, dalla vicinanza alla domanda del mondo del lavoro e dalla nostra bravura nell’intervenire rapidamente per adeguarci agli impulsi che arrivano dall’esterno, come proprio nel caso del percorso Progettazione e gestione della fabbrica intelligente ”, spiega il Direttore della Scuola.

Copyright @2017

NELLA STESSA CATEGORIA