Intervista al presidente di CAM dopo il giuramento del governo Conte bis
“Le priorità sono due: più soldi in tasca alle persone e infrastrutture moderne”

Il governo Conte bis ha giurato davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e adesso cosa succede? Giriamo la domanda a Diego Rossetti, classe 1956, dal 10 luglio di quest’anno presidente di Confindustria Alto Milanese

Luciano Landoni

LEGNANO

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Il governo Conte bis ha giurato davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e adesso cosa succede?

Giriamo la domanda a Diego Rossetti, classe 1956, dal 10 luglio di quest’anno presidente di Confindustria Alto Milanese (CAM).

Diego Rossetti è al vertice della Fratelli Rossetti di Parabiago: una vera e propria eccellenza produttiva del settore calzaturiero italiano, conosciuta in tutto il mondo, con 330 dipendenti, un fatturato annuo di 47 milioni di euro ed una spiccata proiezione sui mercati internazionali.

Presidente, cosa ci dice del nuovo governo? E’ figlio della “paura del voto” da parte di M5S e PD, oppure è destinato a durare fino alla fine della legislatura?

“Non penso sia solo figlio del ‘terrore del voto’. Anche perché di questi tempi e con i problemi che ci sono, fare un governo è una grande responsabilità. Credo che dietro questo tentativo ci sia della buona volontà. Sulla durata … tutto dipende dal lavoro che sarà capace di svolgere. Intanto, è positivo che si parli di programma politico e non più di ‘contratto di governo’. Non ci resta che aspettare e giudicare dai fatti concreti”.

La squadra di ministri e ministre che gestirà le problematiche economico-occupazionali (Roberto Gualtieri del PD all’Economia e Finanza; Stefano Patuanelli del M5S allo Sviluppo Economico; Nunzia Catalfo del M5S al Lavoro e Politiche sociali; Paola Pisano del M5S all’Innovazione; Paola De Micheli del PD alle Infrastrutture e Trasporti) la soddisfa?

“Io per carattere sono sempre disponibile nei confronti delle persone. Giudicheremo dai programmi che sapranno realizzare. Come ho già detto: si tratta di un governo politico e, in quanto tale, lo aspetteremo in rapporto ai nodi complessi che dovranno essere sciolti”.

A questo proposito, da imprenditore qual è la prima cosa che si sente di chiedere al governo Conte bis?

“Al punto a cui siamo arrivati abbiamo davanti a noi una serie di priorità, tutte estremamente rilevanti. Occorre metterle in ordine. C’è la questione del cuneo fiscale e quella delle infrastrutture: entrambe sono strategiche. E’ fondamentale gestire al meglio le (poche)risorse che ci sono per evitare che si disperdano in mille rivoli, con il rischio di essere inefficaci. A mio avviso le due cose indispensabili da fare subito per far ripartire l’economia sono: mettere più soldi nelle tasche delle persone e migliorare la dotazione infrastrutturale”.

Presidente, la Borsa sale, lo Spread scende e l’economia reale è ferma. Come si spiega questo (presunto) paradosso?

“Il basso costo del denaro è una condizione necessaria ma non sufficiente a rilanciare il sistema economico. Il programma Industria 4.0 del governo Gentiloni aveva dato un bell’impulso al mondo industriale. Vedremo se far ripartire le imprese sarà una delle priorità del nuovo esecutivo”.

La sua azienda esporta in tutto il mondo, cosa ne dice della nomina di Luigi Di Maio, leader del M5S, a ministro degli Affari Esteri?

“Mi permetto di dargli un consiglio: faccia in modo che le ambasciate italiane nel mondo diano un supporto concreto alle nostre aziende impegnate a diffondere il made in Italy nei mercati stranieri”.

Presidente, il bicchiere e mezzo vuoto oppure mezzo pieno?

“Il bicchiere è sempre mezzo pieno, per definizione! Ci sono grandi opportunità da cogliere, nonostante tutto. Ovviamente non possiamo assolutamente permetterci di sprecare risorse”.

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