Le strade di Busto

Vene di un corpo pulsante. Che conducono a un porto sicuro, quando la gente rincorre i pensieri. Ieri, strade polverose con carrozze e diligenze trainate dai cavalli per cucire Busto con Milano e rammendare i contatti coi paesi circostanti

Gianluigi Marcora

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Le strade di Busto. Vene di un corpo pulsante. Che conducono a un porto sicuro, quando la gente rincorre i pensieri. Ieri, strade polverose con carrozze e diligenze trainate dai cavalli per cucire Busto con Milano e rammendare i contatti coi paesi circostanti. Strade aperte e larghe sino a spostare una ferrovia esistente per lasciare spazio a un viale che ha quasi preteso un nome altisonante (viale della Gloria) che dai 5 Ponti arriva sino alla diramazione con viale Boccaccio che porta alla parte Nord dell’Altomilanese.

Di qui, viale Borri che porta a Castellanza, poi in Autostrada, mentre all’imbocco trovi Legnano che segna il confine con la Provincia, fungendo da spartiacque fra Varese e Milano.

Le strade di Busto contengono la gloria del progresso, l’incentivo al lavoro, il pretesto per giungere a ogni destinazione in maniera sollecita, senza perdere tempo, capitalizzando ogni sforzo e ogni impegno. C’è poi la Busto-Molinelli, uno snodo che porta a Malpensa, col Ticino vicino e la folta brughiera da preservare dagli attacchi del cemento.

Ora qui, dopo un succinto elenco delle strade di Busto, non possiamo tralasciare il Sempione che ha radici antiche, forse la via di comunicazione che da Milano conduce alla Svizzera, col supporto di un aeroporto concepito a suo tempo dalla gente di qui, per portare le merci (poi le persone) in ogni Continente. Nome da tenere impresso nel cuore e non solo su una stele posizionata proprio nel centro dell’hub, Aeroporto di Busto Arsizio, successivamente ceduto alla SEA di Milano.

Ora, le strade di Busto sono sconnesse e quasi sconclusionate. Vanno a zonzo quasi fossero spie che suggeriscono altre strade….pure loro sconnesse e sconclusionate, per via di una manutenzione precaria che coinvolge l’intera plaga. Le strade di Busto devono fornire un esempio di percorribilità decente (almeno) e supportata da una segnaletica che induce alla prudenza tutelando l’efficienza.

Non si può percorrere viale della Gloria (ora Diaz, Duca d’Aosta, Cadorna) sobbalzando fra asfalto ancestrale che fa somigliare la strada a una graticola che consuma gli pneumatici a “fuoco lento”, tanto è sdrucito, malmesso, bisognoso di lavori di ripristino.

All’interno della città, troppe vie di comunicazione “pretendono” attenzione. Citiamo Corso XX Settembre, per esempio. Presenta il caos di una circolazione a senso unico con viuzze che si dipanano dalla corsia principale, incapaci di smaltire il traffico cittadino.

Lo sappiamo, il Comune ha predisposto un “piano” per l’esecuzione dei lavori di manutenzione. Si abbia il coraggio di imporre un’accelerazione dei lavori, andando oltre il “piano” per non imporre al lavoro un prolungato disagio nel trasporto. Busto ha un “tesoretto” imposto dal Governo che obbliga i “Comuni virtuosi” (Busto Arsizio ne fa parte) ad accantonare gli utili di esercizio. Si utilizzi quel “tesoretto”, andando incontro (magari) a una “rampogna” STATALE.

Così facendo, oltre a non attuare completamente il “Piano dei Trasporti” si costringono strade adiacenti a quelli di facile scorrimento, a sopportare il peso di una circolazione anomala. Basta vedere quel che accade nelle viuzze che si diramano da Corso XX Settembre che dovrebbe essere di facile scorrimento fra chi entra e chi esce in città, come lo era una volta …e non solo utilizzato, come lo è attualmente a “portare fuori” Busto Arsizio, la gente che vi transita.

Le strade di Busto sono ….precarie. C’è uno stillicidio ….una ripetizione continua di strade senza dignità, con buche atroci e crepe nell’asfalto che percuotono gli pneumatici rallentando a dismisura la circolazione.

Anche l’Economia pretende rispetto e maggiore attenzione. Rabberciare un problema, è mai soluzione idonea. A volte meglio …resettare quel che c’è e mettere tutto a nuovo con veemenza. Le strade di Busto, lo meritano e con esse, tutte quante le 84032 Persone che vi risiedono.

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