Presentato il progetto GETIS
L’economia transfrontaliera Italia-Svizzera: opportunità e problemi

COMO

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L’economia transfrontaliera con tutte le sue problematiche, ma anche le opportunità che può offrire ai territori dell’area di confine, è al centro di un progetto di governance che si candida nel programma di cooperazione Interreg Italia-Svizzera 2014-2020.

«Il progetto GETIS – Governance dell’Economia Transfrontaliera Italia Svizzera nasce nell’alveo degli Osservatori permanenti sul frontalierato avviati a fine 2018 sui territori di Varese e Como e ora estesi anche a Sondrio e al Verbano-Cusio-Ossola» spiega Fabio Lunghi, presidente della Camera di Commercio varesina, capofila italiana del partenariato, dopo che l’iniziativa è stata presentata stamattina a Como.

«C’è grande soddisfazione da parte sia nostra, sia dell’intero sistema camerale per aver messo in rete un’ampia platea di soggetti: siamo in ben quindici partner, che coprono otto delle tredici aree frontaliere, da Bolzano a Verbania» continua Lunghi, al vertice di una Camera di Commercio che ha assunto il ruolo di capofila, in quanto Varese e la sua provincia, con oltre 25mila frontalieri e centinaia di imprese in rapporti commerciali con la Svizzera, è con ogni probabilità il territorio di confine italiano che ha la maggiore interazione con l’economia elvetica. «Nel progetto Camera di Commercio di Varese porterà la sua esperienza pluriennale nei servizi alle imprese e ai lavoratori transfrontalieri, con l’obiettivo di svilupparli ulteriormente, anche in chiave digitale».

A seguito della presentazione odierna, il progetto dovrà superare la valutazione di Interreg, per poi diventare operativo. «Partiamo da un risultato importante: la rete di relazioni costruita – conclude Lunghi –. L’auspicio è che, a livello politico, ci si renda conto finalmente che il territorio insubrico e in ogni caso quello della frontiera Italia-Svizzera rappresentano un’economia fortemente interconnessa: si tratta di “governare” i fenomeni e di trarre il massimo beneficio in una logica “win win” per entrambe le comunità, quella lombarda e quella svizzero italiana».

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