Un esempio concreto di collaborazione efficace fra pubblico e privato
Quando l’educazione civica sconfigge il degrado urbano

Una catena virtuosa fatta di denuncia preventiva, sollecitazione, azione conseguente

CASTELLANZA

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Lo scorso 10 febbraio l’[email protected] ha pubblicato un articolo in cui veniva denunciato un episodio di degrado urbano, nonché di assenza pressoché totale di senso civico, che da diversi mesi a questa parte ha riguardato la palestra delle scuole medie inferiori “Leonardo Da Vinci” di Castellanza.

In corrispondenza di un’uscita di sicurezza dell’edificio in questione, infatti, da oltre un anno faceva pessima mostra di sé un vero e proprio campionario di inciviltà urbana fatto di rifiuti e di indecenza grafica (chiamiamola così) che nessuno, fino a ieri, martedì 18 febbraio, si era sentito in dovere di rimuovere e cancellare (sul lato esterno della porta in metallo era disegnata una svastica).

Dopo la pubblicazione dell’articolo, avvenuta nove giorni fa, il problema sembrava destinato a non trovare un’adeguata soluzione.

Sennonché, a seguito di una segnalazione verbale all’assessore di competenza Giuliano Vialetto, avvenuta esattamente alle ore 11 di ieri, poco più di un’ora dopo, la svastica è stata cancellata e lo spazio antistante l’uscita di sicurezza della palestra scolastica è stato ripulito.

Le foto lo dimostrano chiaramente.

Questa vicenda si presta ad una serie di considerazioni che, rispetto ai tempi odierni, assumono forse una qualche rilevanza.

Innanzitutto è senz’altro opportuno sottolineare la tempestività e l’efficacia del pubblico intervento.

Così come è giusto e legittimo criticare le inadempienze, i ritardi, le inefficienze dell’amministrazione pubblica; è altrettanto opportuno rilevarne le capacità positive d’intervento quando ci sono (come nel caso specifico).

Inoltre, vale la pena evidenziare l’importanza della catena virtuosa fatta di denuncia preventiva, sollecitazione, azione conseguente.

La collaborazione fra amministratori e amministrati, in altre parole, senza dimenticare la funzione critica dell’informazione, è il modo migliore attraverso cui scongiurare il pericolo di un cortocircuito fra diritti e doveri.

I primi sono sacrosanti e intoccabili, ma anche i secondi non devono e non possono essere sottovalutati.

Parliamoci chiaro: è troppo comodo scaricare sempre e comunque colpe e responsabilità sulle spalle dell’amministrazione pubblica, ignorando sostanzialmente o, peggio, considerando una sorta di oggetto misterioso quella cosa che si chiama educazione civica.

Troppo spesso il menefreghismo diffuso e la maleducazione dilagante inquinano l’ambiente, prima ancora dei rifiuti abbandonati irresponsabilmente, anzi, incivilmente dappertutto.

Parafrasando il celebre motto kennedyano, vale forse la pena ricordare che anziché domandarsi cosa può/possa fare il nostro Comune per noi, è giusto chiedersi cosa possiamo fare noi per lui.

La cosiddetta res publica proprio perché sulla carta è di tutti, rischia nella sostanza (in Italia soprattutto) di non essere di nessuno.

Gettare cartacce lungo la strada, deturpare il verde pubblico, imbrattare la porta d’uscita di una palestra scolastica, scaricare abusivamente rifiuti di ogni genere ovunque (tranne che nelle discariche)  è incivile, oltre che stupido.

E’ perfettamente inutile (stra)parlare di rispetto dell’ambiente, quando non se ne ha di se stessi e degli altri comportandosi da selvaggi.

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