Lettera aperta di AIME al governatore lombardo Attilio Fontana
L’emergenza rischia di intaccare la solidità del sistema economico-commerciale dell’intera Regione

L’emergenza coronavirus sta colpendo duramente il tessuto economico-commerciale del Nord Italia e, in particolare, quello della Lombardia

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L’emergenza coronavirus sta colpendo duramente il tessuto economico-commerciale del Nord Italia e, in particolare, quello della Lombardia.

Oltre alle delicate e complesse problematiche relative all’azione di contenimento/cura dell’infezione, anche l’aspetto più strettamente connesso alle esigenze e alle necessità del sistema economico lombardo – innervato da tantissime piccole e medie imprese – riveste un’importanza crescente.

A questo proposito, la giunta dell’Associazione Imprenditori Europei (AIME) di Varese ha deciso di inviare al governatore della Lombardia Attilio Fontana una lettera aperta (a firma del segretario generale, Gianni Lucchina) mediante la quale esprimere e specificare nel dettaglio il profondo disagio del tessuto imprenditoriale lombardo.

Le misure adottate sono sicuramente state decise con oculatezza e non intendiamo certo sostituirci a chi è chiamato a decidere per il bene comune. Ci permettiamo però – scrive Gianni Lucchinadi evidenziare come questa situazione rischi di creare una nuova e ancor più forte ‘epidemia’: la crisi delle piccole e medie imprese oggi chiamate a uno sforzo senza precedenti”.

Un professionista, un imprenditore non ha alcun welfare che possa intervenire a suo sostegno e della propria famiglia per aiutarlo a superare questa delicata fase economica e finanziaria. Certamente siamo consci – prosegue Lucchina di quanto le situazioni che stanno affrontando i cittadini e le aziende della ‘zona rossa’ siano gravose, ma altrettanto impegnative sono le situazioni del resto della Regione Lombardia”.

Il segretario generale di AIME, dopo aver ricordato i provvedimenti governativi finalizzati a rinviare il pagamento delle tasse e delle bollette per i cittadini e le imprese della ‘zona rossa’, chiede espressamente al governatore della Lombardia di attivarsi affinché anche le attività economico-commerciale collocate nella ‘zona gialla’ possano godere di un “rinvio dei pagamenti”.

Le chiediamo di valutare una possibile rimodulazione dell’addizionale Irpef Regionale della prossima scadenza”.

Le chiediamo inoltre – aggiunge Gianni Lucchinadi farsi promotore presso i comuni, ad esempio con un accordo con ANCI, affinché le stesse amministrazioni comunali possano deliberare sconti e rimodulazioni delle tasse comunali (tari, tarsu, suolo pubblico, affissioni, ecc.). Ancora chiedere agli istituti bancari di predisporre dei budget da destinare alle aziende lombarde per far fronte all’attuale situazione”.

Insomma, la salute fisica viene prima di tutto, però anche la salute economico-finanziaria del sistema deve essere tutelata così da evitare il rischio “di trovarci tra qualche settimana ad affrontare situazioni altrettanto delicate”.

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