Teatro gremito per l'evento di "Area Giovani"
“L’Europa è un’opportunità e una sfida culturale”

In vista delle elezioni europee del 26 maggio, oltre 500 persone hanno gremito il teatro Dante di Castellanza per l'incontro "Quale futuro per l'Europa?". Tematiche della serata: le radici storiche dell'Europa, le attuali problematiche e le sue competenze

Simone Testa

Castellanza

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Mettere da parte gli slogan elettorali, riflettere sulla storia, aprire la mente e prepararsi a un voto consapevole in vista delle prossime elezioni europee del 26 maggio. Questo l’obiettivo dell’incontro “Quale futuro per l’Europa?”, organizzato dall’Associazione culturale “Area Giovani” nella serata di martedì 14 maggio, al cineteatro Dante di Castellanza. La straordinaria affluenza di pubblico – oltre 500 persone, fra cui tantissimi giovani – ha perfino superato la capienza massima della sala, con moltissimi spettatori rimasti ad assistere in piedi.

L’incontro, moderato dal direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana, ha ricostruito le radici storiche dell’Europa, le attuali problematiche e le reali competenze delle istituzioni europee grazie agli interventi di Anna Maria Tarantola, presidente RAI dal 2012 al 2015 ed ex dirigente di Banca d’ItaliaGianni Borsa, giornalista professionista e corrispondente dell’agenzia stampa SIR da Bruxelles; Don Walter Magnoni, responsabile del Servizio per la Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Arcidiocesi di Milano.

“Con le imminenti elezioni europee, vedo due segnali positivi – esordisce Luciano Fontana -. Per la prima volta si discute veramente dell’Europa e del suo futuro, mentre in passato questo genere di appuntamento elettorale rappresentava un semplice sondaggio sulle politiche nazionali. L’altra novità positiva è che nessun partito in Italia pone più la questione della disgregazione europea, l’idea che si possa fare a meno dell’Europa è stata fortunatamente accantonata sebbene sia stata molto forte fino a poco tempo fa. Nella retorica populista, l’Europa veniva presentata come il colpevole perfetto per tutti i recenti mali, quali la crisi economica, il problema della disoccupazione e della mancata crescita. Negli ultimi anni l’Italia ha continuato a chiedere a Bruxelles ‘ulteriore flessibilità’, come se continuare a spendere, creare debito e ipotecare il nostro futuro fosse veramente la chiave per risolvere tutto. L’Europa è stata usata per troppo tempo come una scusa, come un modo per giustificarsi e non trovare soluzioni giuste a problemi che risiedevano principalmente nel nostro Paese”.

Sulla delicata tematica dei migranti, prende parola la professoressa Tarantola: “Il flusso migratorio è molto elevato e a livello europeo non c’è una norma che ne consente una corretta ripartizione. La commissione europea aveva proposto una ripartizione dei migranti sulla base della popolazione degli stati membri, ma questa non ha raggiunto l’unanimità da parte del consiglio europeo ed è stata quindi bocciata. Si poteva quindi fare meglio? Certamente, ma è mancata la buona volontà da parte degli Stati membri. Il problema dei migranti crea molta paura e incertezza, anche in Italia. La situazione andrebbe fronteggiata con una politica seria nei paesi d’origine dei migranti, ma questo non basta, serve anche una corretta politica di ripartizione, a livello europeo, del flusso migratorio. Quando un migrante, che scappa dalla fame o dalla guerra, mette piede in Italia, lo mette anche in Europa. Deve essere responsabilità di tutti farsi carico di quel migrante.”

Dobbiamo aver paura dei nascenti nazionalismi, spiega Gianni Borsa: “Un conto è voler bene al proprio Paese, con un sano patriottismo, un altro è dire: ‘ci siamo prima noi, anche a scapito di voi’. Possiamo anche cambiare il termine e definirli ‘sovranismi’, ma il senso non cambia”.

Don Walter Magnoni ha ricordato un altro importante aspetto: “Bisogna scardinare il pregiudizio dell’Europa cattiva che vuole togliere e basta. Sussidiarietà e solidarietà sono due principi fondamentali dell’UE. Se l’Europa non viene riconosciuta come un’opportunità, come qualcosa che ci appartiene e non sviluppiamo una logica di cittadinanza europea, che riconosce i diritti e i doveri che ne derivano, si scade in una logica egoistica, dove ognuno cerca di accaparrarsi il meglio per sé, dimenticandosi i valori su cui la Comunità Europea si fonda. Superare questi pregiudizi è una grossa sfida culturale”.

In conclusione, Fontana rivolge una battuta finale a Tarantola: “Dai sondaggi, gli italiani sono fra i più negativi nei confronti dei confronti dell’Europa. C’è un senso di credito nei confronti di Bruxelles, come se nel corso degli anni ci fosse stato tolto qualcosa e adesso ci spettasse un risarcimento: come rispondere a questo tipo di sentimento?”. “Pensiamo sempre a cosa avremmo potuto ottenere in più, ma dovremmo riflettere a cosa l’Europa a fatto per noi nel corso di questi 70 anni – ribatte Tarantola -. Spesso i motivi per cui i risultati non sono stati raggiunti, sono da ricercare all’interno delle scelte politiche degli Stati membri”.

Alla fine della serata, il sindaco di Castellanza Mirella Cerini si è complimentata con i ragazzi dell’Area Giovani  per il grandissimo successo dell’evento. Il presidente, Alessio Gasparoli, ha espresso la soddisfazione di tutta l’associazione: “Siamo molto contenti di essere riusciti, anche questa volta, a coinvolgere un pubblico così numeroso e in particolare tanti giovani nostri coetani. Ci auguriamo che questa serata sia stata utile a conoscere meglio le istituzioni europee e l’influenza che hanno sulla società e sulla vita quotidiana, la storia passata e le prospettive per il futuro, in modo da arrivare preparati al voto di domenica 26 Maggio”.

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